Antonio Di Pierro, "Il sacco di Roma", Mondadori, 2002, 25 settembre 2002
Pertugi. Per arrampicarsi sulla cinta muraria della città, i soldati imperiali improvvisano scale coi pali delle vigne strappati lungo la strada
Pertugi. Per arrampicarsi sulla cinta muraria della città, i soldati imperiali improvvisano scale coi pali delle vigne strappati lungo la strada. La nebbia impedisce agli artiglieri di Castel Sant’Angelo di scorgere i nemici, che verso le quattro di mattina raggiungono la base delle mura. I primi colpi sparati dalla fortezza fanno vittime tra gli stessi difensori papalini, anche gli imperiali si sparano tra loro. Verso le sei, Carlo di Borbone, volendo incitare gli uomini all’assalto, scende da cavallo e tenta di arrampicarsi, ma subito cade a terra, ferito da un colpo d’archibugio. La notizia non fa in tempo a diffondersi che le grida di gioia dei romani si trasformano in terrore: tra Santo Spirito e Torrione, una guarnigione spagnola scopre per caso una finestra nascosta da legna e terra e riesce a passare.