Leonardo Vittorio Arena, Samurai. Ascesa e declino di una grande casta di guerrieri, Mondadori, 2002., 25 settembre 2002
Versi. Bukko, il maestro Zen di Hojo Tokimune, risparmiato dai mongoli (che avevano sfondato la porta del suo tempio per saccheggiarlo) grazie alla prontezza dimostrata nell’improvvisar versi di poesia mentre un guerriero s’accingeva a trafiggerlo con la spada ("Nel cielo e nella terra non c’è alcuna fessura per nascondersi, / lieto di sapere che l’uomo è vuoto e che anche le cose lo sono, / lucente è la lunga spada dei mongoli, / sembra il lampo di un fulmine che recida la brezza di primavera")
Versi. Bukko, il maestro Zen di Hojo Tokimune, risparmiato dai mongoli (che avevano sfondato la porta del suo tempio per saccheggiarlo) grazie alla prontezza dimostrata nell’improvvisar versi di poesia mentre un guerriero s’accingeva a trafiggerlo con la spada ("Nel cielo e nella terra non c’è alcuna fessura per nascondersi, / lieto di sapere che l’uomo è vuoto e che anche le cose lo sono, / lucente è la lunga spada dei mongoli, / sembra il lampo di un fulmine che recida la brezza di primavera").