varie, 26 settembre 2002
ROSSI Sebastiano
ROSSI Sebastiano Cesena (Forlì) 20 luglio 1964. Ex calciatore. Portiere, col Milan vinse cinque scudetti (1991/92, 1992/93, 1993/94, 1995/96, 1998/99) e una Champions League (1993/94). Detentore del primato di imbattibilità in serie A (929 minuti) • «Rissoso, duro, a tratti addirittura cattivo. Ma anche tremendamente bravo. […] Fu Sacchi a volerlo al Milan, salvo poi clamorosamente ignorarlo quando diventò ct azzurro (2 convocazioni, ma nessuna presenza). La sua parabola è un continuo alternarsi di trionfi e brutte figure, mai praticamente tecniche. Del Milan di Capello che è passato alla storia per i 4 scudetti in 5 anni e l’infinità di primati, è stato simbolo assoluto: è ancora suo e chissà per quanto ancora resisterà il record d’imbattibilità stabilito nella stagione 93-94, quella dell’accoppiata scudetto-Champions League. In quel campionato dal sapore incredibile, il Milan subì 15 gol in 34 partite, come mai nessuno prima o dopo. Ma addirittura, 3 di quei 15 gol finirono sul groppone di Mario Ielpo, suo sostituto in un’unica partita. Grandi parate e grandi numeri in Italia e in Europa: ma che dire del petardo (ri)lanciato in curva verso i tifosi del Foggia? O del gestaccio ai tifosi del Genoa nel pomeriggio in cui morì l’ultrà Spagnolo? Poco alla volta, divenne un’icona delle tifoserie di tutta Italia: i milanisti lo adoravano, gli avversari lo detestavano. Proprio al Perugia e a quell’indimenticabile colpo di karate inflitto a Bucchi dopo un rigore inutile di Nakata, è legata una delle pagine più nere della sua fedina sportiva. Un gesto che gli costò 5 giornate di squalifica e consentì a Zaccheroni il lancio di un ancora giovane Abbiati, nella stagione dell’ultimo scudetto rossonero. Negli anni, il Milan ha provato a mettergli al fianco e spesso davanti portieri giovani (Antonioli e Pagotto) o esperti (Ielpo e Taibi), italiani o stranieri (Lehmann). Lui li ha respinti tutti e tutti ha sempre superato. Era anche finito fuori rosa per un litigio violento e quasi fisico con Zaccheroni: era rimasto a dispetto di chi non l’ha mai amato e solo accettato e una volta esonerato Zac (marzo 2001) era riuscito addirittura a tornare in porta, da titolare» (Gianni Visnadi, “Il Messaggero” 26/9/2002).