Il Sole 24-Ore 18/9/2002 pagina 37., 18 settembre 2002
Dopo le truffe, gli scandali contabili e le accuse di insider trading che hanno mandato in galera parecchi manager americani, la rivista finanziaria "Forbes" ha avuto l’idea di stilare una classifica delle cinque prigioni federali meno dure e più accoglienti
Dopo le truffe, gli scandali contabili e le accuse di insider trading che hanno mandato in galera parecchi manager americani, la rivista finanziaria "Forbes" ha avuto l’idea di stilare una classifica delle cinque prigioni federali meno dure e più accoglienti. Pagando una buona parcella all’avvocato, è facile ottenere un posto nel carcere di Morgantown, dove si respira brezza di montagna, si fanno giochi di società, si dorme in celle con due soli letti. Oppure si può scegliere Otisville, prigione prediletta dagli ebrei ortodossi (di solito impicciati in frodi finanziarie) per la cucina kosher, l’osservanza dello Shabbat e del Passover. Sul catalogo di Forbes c’è anche Eglin, dove negli anni Ottanta i carcerati potevano indossare i loro vestiti e tornare a dormire a casa la sera: oggi tutto ciò non è più concesso, però i detenuti possono organizzare concerti, studiare religione e pure odontotecnica. Nellis è il carcere preferito dai colletti bianchi: non sorge all’interno di una base militare o al margine di una prima di massima sicurezza, non ci sono torri di guardia, le celle hanno l’aria condizionata, la palestra è attrezzata di tutto punto, dai pesi di ferro alle moderne macchine per la "cardiofitness". Infine c’è Allenwood, dove i detenuti, fino a qualche tempo fa, chiedevano i pasti preferiti, per telefono, ai ristoranti della zona: ora le ordinazioni sono vietate, ciononostante le richieste per un letto sono migliaia.