Anna Maria Salviati, "Teresa" del Messaggero, 22/7/1998., 22 luglio 1998
Una villa hollywoodiana? Una collezione di pellicce pregiate? Gioielli di Tiffany? Macché, il sogno della bionda vichinga era quello di ritrovarsi finalmente con un reggiseno della quarta misura: «Le donne bavaresi sono piuttosto prosperose di natura, ed io, praticamente piatta con la mia seconda striminzita, le avevo sempre invidiate
Una villa hollywoodiana? Una collezione di pellicce pregiate? Gioielli di Tiffany? Macché, il sogno della bionda vichinga era quello di ritrovarsi finalmente con un reggiseno della quarta misura: «Le donne bavaresi sono piuttosto prosperose di natura, ed io, praticamente piatta con la mia seconda striminzita, le avevo sempre invidiate. Sin dall’adolescenza avevo sofferto di un autentico complesso d’inferiorità. Quindi, appena ho potuto permettermelo, sono andata di corsa da un chirurgo plastico americano che mi ha reso felice». Meno felici, però, i responsabili della sua agenzia di moda. Temevano per il futuro professionale di Ela, ormai tanto diversa dalle fanciulle filiformi che facevano tendenza. E invece no. La signorina Weber dalle sospirate forme giunoniche, naturalmente, non poteva più passare inosservata. (Inquadratura su Ela Weber)