30 settembre 2002
Granata Cosima, di anni 49. Separata tre anni fa dal marito, D’Aiello Rosolino, 62 anni, carabiniere in pensione
Granata Cosima, di anni 49. Separata tre anni fa dal marito, D’Aiello Rosolino, 62 anni, carabiniere in pensione. Due figli: Cosimo, anche lui nell’Arma, e Daniela, sposata, tre pargoli. Dopo una vita passata a Sferracavallo, borgata di Palermo, l’anno scorso la Granata s’era trasferita dalla sorella Rosalia, a Varese. Non ne poteva più d’ascoltare le litanie del D’Aiello, che voleva tornar con lei e le faceva la posta sotto casa. Ma lui, imperterrito, aveva continuato a telefonarle e per ripicca aveva smesso di versarle l’assegno di mantenimento (400 euro). Mercoledì s’incontrarono al Tribunale di Varese per un’udienza del divorzio. Discutevano appunto di soldi e proprietà davanti a giudice e avvocati, quando il D’Aiello tirò fuori da sotto il maglione verde la pistola che s’era portato in treno dalla Sicilia. La puntò contro la Granata. Lei, indosso il tailleur buono, era seduta tutta tranquilla su una sedia. Le sparò per quattro volte. Alle 11 e 50 del 25 settembre, nella stanza 104, al primo piano del palazzo di giustizia di Varese.