Francesco Marolda, "Il Mattino", 30/09/2002, pagina 38, 30 settembre 2002
Diego Armando Maradona, di passaggio in Italia per partecipare a uno show televisivo, sul suo passato: «Qualcosa la farei in modo diverso
Diego Armando Maradona, di passaggio in Italia per partecipare a uno show televisivo, sul suo passato: «Qualcosa la farei in modo diverso. La farei meglio. Ma senza recriminazioni, perché quello che ho fatto ho voluto farlo io. E quando ho fatto bene ne hanno gioito tutti, mentre quando ho sbagliato ho pagato io. Insomma, non cambierei troppe cose perché altrimenti non sarei più io». Su se stesso: «Mi ha aiutato l’essere calciatore. Fangio è stato grandissimo. Ma anche Monzon, anche altri. Ma sai perché io ho battuto questi e altri grandi nomi? Perché a un certo punto l’Argentina ha avuto bisogno di un mito vivo e non di un mito morto». Sul calcio: «Quelli che si lamentano perché lavorano divertendosi e guadagnando tantissimo sono dei falsi. L’unico lamento che ammetto è quello relativo al calcio attuale. A questo calcio atletico che toglie molto alla precisione e aumenta i rischi di incidenti. Vedi: correre, pensare e dare bene il pallone non è un semplice. Meglio correre un po’ meno e pensare un po’ di più». Del suo colloquio telefonico con Salvatore Naldi (presidente del Napoli): «Non lo conosco, ma mi ha detto che le porte del Napoli si possono aprire in qualsiasi momento. Però... però non mi ha dato le chiavi». Del suo peso: «Sono grasso? Fa niente. Ora mi sta bene stare così. Quando deciderò di buttare via dei chili lo farò come in passato ho fatto già. Però c’è una cosa che mi dà fastidio. Mi dà fastidio tutta quella gente che dice che non posso lavorare, magari anche fare l’allenatore, perché sono grasso. Sciocchezze. Se tutta la gente grassa dovesse stare senza far niente si femerebbe mezzo mondo».