ìCorriere della Seraî 26/9/2002, 26 settembre 2002
La crescita dell’economia è più lenta del previsto negli Usa ma ancor di più in Europa e in Italia dove la debolezza della domanda interna blocca il rilancio
La crescita dell’economia è più lenta del previsto negli Usa ma ancor di più in Europa e in Italia dove la debolezza della domanda interna blocca il rilancio. Secondo le ultime stime del Fondo Monetario il mondo nel suo insieme si svilupperà del 2,8 per cento nel 2002 e del 3,7 per cento nel 2003 ma c’è il rischio che le previsioni (abbassate già dello 0,3 per cento rispetto ad aprile) peggiorino ancora. I maggiori pericoli, afferma il rapporto d’autunno dell’Fmi che è stato presentato mercoledì a Washington, vengono dalla crisi delle Borse, dai «venti di guerra» che portano con sé anche i timori di un rialzo dei prezzi del petrolio, dalla difficile situazione finanziaria di Paesi come Brasile, Argentina e Turchia, nonché dall’alto deficit delle partite correnti del bilancio Usa. Il peggiore della classe resta il Giappone mentre l’Europa stenta, «ha grandi potenzialità ma non le sfrutta». A ricevere più critiche è la Germania ma anche l’Italia viene criticata per la «particolare debolezza della domanda interna» che impedisce il rilancio e rende urgente la realizzazione della riforma del mercato del lavoro.