f.Dr., La Stampa, 3/10/2002 pagina 15., 3 ottobre 2002
Come racconta il quotidiano russo "Moskovskaja Pravda", nella sperduta cittadina di Ivolginsk, repubblica buddista di Buryatia al confine con la Mongolia, è stato dissepolto intatto, «pelle morbida e capelli tutti attaccati al capo», un Lama morto settantacinqe anni fa
Come racconta il quotidiano russo "Moskovskaja Pravda", nella sperduta cittadina di Ivolginsk, repubblica buddista di Buryatia al confine con la Mongolia, è stato dissepolto intatto, «pelle morbida e capelli tutti attaccati al capo», un Lama morto settantacinqe anni fa. Costui, Dashi Dorzho Itigilov, nel 1921 profetizzò che i comunisti avrebbero presto ucciso tutti i monaci buddisti, «ma con me non faranno in tempo». Nel 1927 si sedette in meditazione con le gambe incrociate, intonò gli inni dei defunti e morì. Trent’anni dopo i discepoli lo riesumarono e lo trovarono integro, le gambe ancora incrociate. Di nuovo lo seppellirono nella medesima posizione, però in una cassa tutta piena di sale.