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 2002  ottobre 03 Giovedì calendario

ARGENTIN

ARGENTIN Moreno San Donà di Piave (Venezia) 17 dicembre 1960. Ex ciclista. «Uno dei più fulgidi talenti del nostro ciclismo degli anni Ottanta [...] Un uomo da corse in linea, un campione da grandi appuntamenti, capace di arrivare alle gare che contano con la condizione giusta. Anche se questo vuol dire non essere sempre all’altezza della propria fama, lasciare i tifosi delusi nelle classiche che non si sono razionalmente preparate. [...] Spunto bruciante soprattutto negli arrivi in quota, abilità in pianura a scegliere le ruote giuste, intelligenza a leggere la corsa [...] E’ figlio di quel ciclismo di campagna fatto di fatica e voglia di emergere; sono gli zii, mediocri corridori dilettanti, a piazzarlo sulla sella quando ha dieci anni. In quel ragazzino vedono quello che non hanno potuto essere, gli insegnano la capacità di soffrire, lui ci mette una classe cristallina, una pedalata elettrica, un guizzo bruciante. Ma soprattutto ci mette la testa. Stupisce fin dall’inizio della sua carriera professionistica quel ragazzino che al suo primo anno, nel 1981, centra due tappe al Giro d’Italia [...] Davanti ai microfoni della tv non si tira mai indietro, quando i cronisti aprono i taccuini ha sempre qualcosa di pepato da dire. Uno spirito ribelle o almeno indipendente, capace di alimentare grandi rivalità ma di non trasformarle in rottura [...] E’ giovane, spavaldo, sa quando e come rischiare, ha rispetto dei maestri ma non vuole fare l’allievo a vita [...] Piace, anche se non esalta le folle [...] E’ come un cobra, colpisce rapido, ma solo i bersagli che vuole lui. E poi, in un ciclismo che ancora in Italia fatica a levarsi di dosso l’etichetta di sport povero, fa sfoggio di eleganza e mondanità: porta lo smoking anche quando non è obbligatorio, si fa spesso fotografare nella boutique della moglie, parla il francese, si difende con l’inglese, non abbandona le sue radici ma trasferisce residenza (e conti) a Montecarlo» (I campioni del Ciclismo). Campione del mondo nel 1986 (davanti a Charles Mottet e Giuseppe Saronni), secondo nel 1987 (dietro a Stephen Roche, davanti a Juan Fernandez), terzo nel 1985 (dietro a Joop Zoetemelk e Greg Lemond). Secondo nella Milano-Sanremo del 1992 (dietro Sean Kelly, davanti a Johan Museeuw), terzo nel 1982 (dietro Marc Gomez e Bondue). Primo al Giro delle Fiandre del 1990 (davanti a Dhaenens e Talen), ha vinto quattro Liegi-Bastogne-Liegi (1985 e 1991 davanti a Criquelion, 1986 davanti a Van der Poel, 1987 davanti a Roche), un giro di Lombardia (1987, secondo nel 1981 dietro Hennie Kuiper), tre Freccia-Vallone (1990, 1991, 1994, secondo nel nel 1985 dietro Criquelion e nel 1988 dietro Goelz), due campionati italiani (1983, 1989). Terzo al Giro d’Italia del 1984 (dietro Francesco Moser e Laurent Fignon, con due vittorie di tappa), sesto in quello del 1993 (dietro Indurain, Ugrumov, Chiappucci, Lelli, Tonkov, dieci giorni in maglia rosa, due vittorie di tappa), quattordicesimo nel 1994 (Giro vinto da Berzin davanti a Pantani e Indurain, due giorni in maglia rosa, una vittoria di tappa), due tappe nel 1981, una nell’82, una nell’83, tre nel 1987. Una tappa nel Tour del 1990, un’altra in quello del 1991.