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 2002  ottobre 04 Venerdì calendario

GIORDANO

GIORDANO Enzo Napoli 1954. Il padrone di Varenne • «C’era un sole già estivo a Napoli quel mercoledì pomeriggio, piazza Garibaldi rimbombava di clacson e motori imballati, traffico paralizzato d’ordinanza davanti alla stazione centrale. Prese dalla cassaforte del suo ufficio di cambiavalute 180 milioni in banconote da 100mila lire e li consegnò a Giampaolo Minnucci. Questi infilò le mazzette di denaro dentro gli slip e si avviò a piedi a recuperare la sua auto. Guardando i risparmi di una vita allontanarsi assieme alla biancheria intima di quel giovane driver di cavalli, ebbe un attimo di smarrimento o, se volete, di lucidità: ”Che pazzia ho fatto, qui finisco anch’io in mutande come i miei soldi”. Era mercoledì 29 aprile 1998, il giorno della pazzia: l’acquisto di un puledro trottatore, piuttosto brutto a vedersi e per di più con una microfrattura ad una zampa. Per chiunque sarebbe stata la rovina, ma non per lui. [...] Ha la fortuna di possedere il dio del trotto che l’ha reso ricco, però vive la favola come una sofferenza. [...] ”Ho un sogno: un giorno vorrei vedere un figlio di Varenne che vince l’Amérique, il Lotteria o l’Elitlopp [...] Fra qualche anno, appena sarà possibile, lo faremo accoppiare sul serio con Athena Egral, l’altra mia cavalla. Ha diritto anche lui a godersi la vita dopo tutto il godimento che ha regalato a noi”» (Sergio Passaro, ”Corriere della Sera” 27/9/2002). «Ero ancora bambino, avevo 7 o 8 anni quando il nonno cominciò a portarmi ad Agnano. Andavamo a vedere le corse di galoppo: lui giocava sempre gli stessi numeri su tutte le corse: 1-3-6. Ricordo che una volta l’ordine d’arrivo fu 1-2-6 e lui si arrabbiò moltissimo [...] Io ho passione anche per l’animale, non solo per il gioco. E non scommetto tantissimo... [...] Come ho cominciato? Mezzo cavallo: vent’anni fa, primavera 1982. Pagai 3 milioni per la comproprietà di Betty, una trottatrice baia che vinse una ventina di corse. Poi ho avuto compartecipazioni di diversi cavallucci: non erano campioni, però erano in attivo, si mantenevano da soli [...] Da giovane ho passato la vita accanto allo steccato della pista di Agnano. La domenica di maggio andavo a vedere il Lotteria: vincevano sempre trottatori stranieri. Una volta mi sono impuntato: che miseria, può mai essere che qua non vince mai un italiano? Scommisi con me stesso: comprerò un trottatore indigeno che vincerà il Lotteria [...] Un anno prima, nel 1997, comprai Zeus Ok, un altro baio. Teneva i mezzi ma era completamente pazzo, fu un bel guaio. L’anno dopo mi proposero Varenne: visto e preso. Ricordo ancora il debutto a Roma, 30 aprile ’98, ore 14 e 32, prima corsa: vinse staccando tutti di 100 metri. E io capii subito che sarebbe diventato un fenomeno [...] Alcuni amici confidano in me, mi chiedono d’interessarmi ai loro cavalli: io mi faccio dare la fotografia del cavallo in questione e quello comincia a vincere. Poi, lo ammetto, qualche volta mi è capitato di concentrarmi anche su qualche avversario di Varenne: io mi impegno e succede sempre qualcosa, quelli non arrivano. Non so perché... [...] Mi arrabbio quando vedo qualcuno che maltratta la povera gente. Un’altra cosa che non sopporto è l’invidia: non pensavo che al mondo ci fosse tanta gente invidiosa. Sapesse quanti gufi vengono a vedere Varenne sperando che perda [...] Devo ammetterlo: Varenne ha cambiato la mia vita, mi ha cambiato come uomo. Prima ero un timido, un insicuro, di poche parole: non mi sarei mai sognato di parlare davanti a una telecamera. Adesso sono un altro uomo, più espansivo, più comunicativo. Ho cambiato carattere, ho cambiato anche fisico: sono dimagrito di 8 chili, mi sono preso un preparatore personale, riesco a correre per 15 chilometri senza stancarmi. E non tremo come una foglia se devo prendere un aereo [...] Ho paura di invecchiare, di rimanere solo e senza soldi. Adesso c’è sempre tanta gente intorno a me: se le cose cambiano, voglio proprio contare quanti sono gli amici veri. Io, con l’orgoglio che ho, non chiederò mai niente a nessuno» (Sergio Passaro, ”Corriere della Sera” 25/6/2002).