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 2002  ottobre 04 Venerdì calendario

Megret Catherine

• Maire de Vitrolles (Francia) 16 marzo 1957. Politico • «“Madame sans gêne”. Signora senza vergogna, quella che s’era inventata un premio alle famiglie francesi che facevano un figlio francese, quella che diceva che i ragazzi di colore sono buoni solo a ballare e a fare sport, quella che una volta ha mandato a casa un bidello perché s’era rifiutato di stringerle la mano: “Licenziato per mancanza di cortesia”. Sindaco uscente e decaduto di Vitrollesè […] Nel 1997 ha battuto un socialista, Jean-Jacques Anglade, sprofondato in un’inchiesta da mani pulite. Sindaco di quell’area marsigliese dove la politica bolle nella stessa pentola di bande, affari, etnie, immigrati, contrabbando e azzardo e spesso si unisce anche ai colpi di pistola, come accadde tra i socialisti alla morte del leader locale Gaston Defferre, ha provato a fare del municipio di Vitrolles la capitale e la vetrina dell’estrema destra, ma anche il covo e il feudo di Bruno, suo marito […] Vitrolles è diventata così il simbolo di un’estrema destra più “moderna”, alla Haider, ma se possibile più cattiva del vecchio Front, sicuramente più cerebrale, scientifica, razzista […] Catherine s’è data un gran da fare per trasformare Vitrolles in un laboratorio della “nuova” politica. Ha smontato tutto il sistema di aiuti e di “welfare” che derivava dal comune. “Non si può certo dare tutto a tutti - ha annunciato poco prima delle elezioni del 1997 . Taglieremo le sovvenzioni alle associazioni di origine maghrebina che vivono alle spalle degli altri, non finanzieremo più quelle di sinistra, metteremo ordine nella cultura, perché ‘tag e rap’ non sono nostri, debilitano. Riporteremo Vitrolles alle sue radici provenzali...”. Anche sull’ordine e la sicurezza, aveva il suo programma: “Basta con gli educatori di strada e con gli addetti alla prevenzione che invece incitano i giovani. La prevenzione è finita: ci vuole la repressione”. Dopo quattro anni di cura Mégret, secondo i dati della préfecture de police di Marsiglia, Vitrolles è l’unico comune del dipartimento in cui la criminalità è aumentata: più 13 per cento. Ma il numero più ad effetto è stato quando il comune ha deliberato un premio di 5 mila franchi (all’epoca circa un milione e mezzo di lire) alle famiglie francesi (o di origine europea) che mettevano al mondo un figlio francese. E niente più aiuti ai figli degli immigrati: “Fanno bambini solo per prendere le sovvenzioni dal comune e poi li mettono per strada... ci vogliono colonizzare... se tagliamo loro gli aiuti, se ne andranno via”. Naturalmente la decisione del comune di Vitrolles è stata annullata dal tribunale amministrativo di Marsiglia. L’8 novembre 2000 Madame Mégret è stata condannata a tre mesi di reclusione per il contenuto “razzista e discriminatorio” delle sue dichiarazioni. Il 23 novembre 2001 s’è presa altri sei mesi e cinque anni di ineleggibilità per incitamento all’odio razziale per un volantino in cui definiva la presenza in Francia di cinque milioni di musulmani una “colonizzazione alla rovescia”. Infine è stata dichiarata decaduta dalla “mairie” di Vitrolles per un altro volantino diffamatorio nei giorni del ballottaggio del 1997 […] E’ figlia di un noto reumatologo parigino, ebreo di origine russa, Serge Rascowski che, si dice, conobbe sua madre a un semaforo rosso: colpo di fulmine da un finestrino all’’altro. Concepita Catherine, i due si sono lasciati e la bambina è cresciuta con la nonna. Alla facoltà di diritto di rue d’Assas, si iscrisse al Gud, gruppuscolo di estrema destra, tradizionalmente forte da quelle parti. Ma non brillava e i camerati la chiamavano “nunuche gaffeuse”, una tonta che si faceva una gaffe dietro l’altra, insultava i camerieri e trattava male le hostess. Si racconta che abbia conosciuto Bruno Mégret attraverso un’agenzia matrimoniale dov’era finita perché tutti gli uomini la mollavano a fine serata. Potrebbe non essere vero. Certo è invece che Jean-Marie Le Pen fu l’invitato d’onore al loro matrimonio, celebrato dieci anni fa. E proprio per questo il padre di Catherine si prese ben guardia di farsi vedere. La coppia Mégret è ora sull’orlo del fallimento politico» (“La Stampa” 4/10/2002).