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 2002  ottobre 05 Sabato calendario

«Ne "L’insostenibile leggerezza dell’essere" di Milan Kundera, il protagonista Tomas, medico praghese, pur amando appassionatamente la sua Tereza, la tradisce in incontri occasionali con le pazienti

«Ne "L’insostenibile leggerezza dell’essere" di Milan Kundera, il protagonista Tomas, medico praghese, pur amando appassionatamente la sua Tereza, la tradisce in incontri occasionali con le pazienti. Per non farsi scoprire ha l’avvertenza di lavarsi ogni volta accuratamente con un sapone da bucato che porta sempre con sé. Ma non si lava i capelli e molti anni dopo Tereza gli rivelerà che dal loro odore lei scopriva che il suo compagno era andato a giocare in trasferta. Scrittore sensibile ai piaceri dei sensi e al peccato come pochi altri, Mario Soldati ne "Le due città" fa ritornare a casa prima del previsto Elena, la moglie del protagonista Emilio Viotti il quale ha congedato appena in tempo una professionista del sesso. Elena avverte il passaggio dell’altra e dice al marito: "Non era una signora, quella che è stata qui con te la notte scorsa, nel nostro letto, nel mio letto". Emilio protesta la sua innocenza comprovata dal fatto che non c’è traccia di profumo. Ma Elena insiste: "Sai chi sono le sole donne che non si profumano mai, perché, se no, non farebbero affari (...) tu lo sai meglio di me: le puttane. Tu sei stato qui, la notte scorsa, con una puttana". Diciamolo: chi non nasa (indicativo presente di nasare), chi ha permesso che le sue capacità olfattive si atrofizzassero, ha perso uno straordinario strumento di conoscenza e penetrazione nella realtà. E di piacere. Come spiegare a costoro che noi praticanti l’Osfresiolagnia abbiamo scelto a naso la moglie, il mestiere, la città dove abitare e mai siamo rimasti delusi? Come si fa a descrivere il piacere che procurano gli odori pungenti di una antica drogheria? Con il baccalà messo a bagno nel secchio di zinco, i sacchi di juta appoggiati al bancone pieni di zucchero, di cacao, di caffè tostato, di ceci, di fagioli; le rastrelliere con la soda caustica e il sapone di Marsiglia, i cassetti di legno con i prodotti coloniali, i vasi di vetro con i bastoni di liquirizia. Ogni città ha il suo odore: Torino sa di limatura di ferro e di foglie bagnate schiacciate sulle rotaie del tram» (Bruno Gambarotta).