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 2002  ottobre 08 Martedì calendario

Mockus Antanas

• Bogotà (Colombia) 25 marzo 1952. Politico. Ex sindaco di Bogotá (la carica politica più importante in Colombia dopo la presidenza). Candidato alle presidenziali del 2010, fu sconfitto da lvaro Uribe • «[…] A due anni […] sapeva leggere e scrivere, a vent’anni era laureato in Matematica, a 23 era professore all’Università nazionale di Colombia, a 36 ne è diventato vicerettore, e intanto ha preso un dottorato in Filosofia. A meno di quarant’anni, da rettore, ha rimesso a posto i conti dell’ateneo, salvo poi essere rimosso poco tempo dopo per aver mostrato le natiche a un gruppo di studenti che protestava contro di lui. Ecco che, per ripicca, Mockus si è candidato a sindaco di Bogotá: “Dalla narcodemocrazia alla chiappodemocrazia”, esultarono gli umoristi. A 43 anni viene eletto, dopo una campagna elettorale in cui aveva speso l’equivalente di cinque euro promettendo solennemente più tasse per tutti. Dopo due anni si è dimesso, candidandosi alla vicepresidenza, poi si è fatto rieleggere sindaco, poi si è dimesso di nuovo, ha girato il mondo, si è candidato nel 2006 a presidente con risultati disastrosi […] ha fondato il Partito verde con al tri due ex sindaci di Bogotá, un’unione che tutti chiamano “i Tre tenori”. […]» (“Il Foglio” 29/5/2010) • «I mimi che all’inizio del suo primo mandato, nel ‘95, aveva sguinzagliato per le vie di Bogotá. “Nella nuova gestione - spiega, rieletto nel 2000 a larghissima maggioranza - gli attori sono stati sostituiti dalle ‘guide cittadine’ reclutate tra ex tossicodipendenti, piccoli criminali, personaggi border line, rigorosamente non armati e stipendiati dal comune. Cercano di educare i cittadini, indicando i passaggi pedonali, gli attraversamenti, le corsie da seguire e così via […] È uno degli espedienti che abbiamo escogitato per responsabilizzare gli abitanti di Bogotá”. Un’altra trovata sono i cartoncini con il pollice in su o in giù, da esibire al prossimo in segno di elogio o di beffa. “Ne abbiamo ideata una nuova serie: pollice in su significa legale; il segno di ok vuol dire produttivo; la mani giunte, coscienza in pace. Sul cartoncino negativo, invece, c’è il segno che i colombiani fanno per dire: ‘Ehi, che ci succede?’ […] Abbiamo cercato di convincere i cittadini a obbedire alla legge non per paura della sanzione, ma nella convinzione che sia giusto. La funzione del sindaco è quella di ‘traduttore’: aiutare a comprendere e a stabilire delle gerarchie […] Nel ‘94 c’erano stati 4.105 omicidi, oggi siamo arrivati a meno di 2.000. Il nostro primo obiettivo è stato ridurre il numero delle morti violente. Il secondo è stato fare resistenza totale al clientelismo. Siamo così riusciti a privatizzare parte delle imprese municipali, completamente alla luce del sole. Dalla vendita abbiamo ricavato 2.200 milioni di dollari che sono stati provvidenziali per Bogotá. Anche se adesso non bastano […] Ho bisogno di aumentare un po’ le tasse. Mi sono assunto personalmente il compito di fare la questua e di spiegare alla gente che nei sistemi democratici la giustizia sociale si ottiene per buona parte attraverso il sistema tributario […] Quest’anno 61.000 persone hanno versato spontaneamente il 10 per cento in più di tasse, in un’iniziativa che dava loro la possibilità di scegliere il progetto a cui destinare i soldi […] Tendo a pensare che nel mondo dovrebbero esserci più sindaci come me, traduttori e pedagoghi. Non bisogna agitare il randello, ma avere dei buoni argomenti”» (Alessandra Coppola, “Corriere della Sera” 5/10/2002).