(Fabrizio Caccia, ìCorriere della Seraî 3/10/2002; Valentina Errante, Massimo Lugli, Federica Angeli, ìla Repubblicaî 4/10/2002), 3 ottobre 2002
BIANCANEVE
L. Romina, 32 anni, romana, grassoccia ma piuttosto provocante, volgare nell’aspetto, gentile nei modi, un metro e sessanta, capelli neri a caschetto. Prostituta per adulti col nome di ”Jessica”, si pagava il signorile appartamento di piazza del Popolo anche perché annoverava tra i suoi clienti ragazzini di 12-14 anni. Per loro diventava ”Biancaneve”. Li accoglieva in un appartamento di via dei Gelsi, a Centocelle, in ciabattine rossa e sottoveste nera cortissima. Dentro, un delirio di rosa confetto: pareti, lenzuola di raso, letto rotondo, poltrone, tende. Ovunque, orsacchiotti e altri peluche. Bastavano 20 euro per un rapporto completo, sempre col preservativo. Perciò nugoli di adolescenti si radunavano davanti al suo portone ogni giorno, aspettando il turno. Fu così che i carabinieri la scoprirono. Prima di bussare alla sua porta incontrarono un dodicenne che uscendo gli chiese: ”Andate anche voi a divertirvi da Biancaneve?”. Due giorni dopo si seppe che era sieropositiva.