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 2002  ottobre 10 Giovedì calendario

GIACCONI Riccardo

GIACCONI Riccardo. Nato a Genova il 6 ottobre 1931. Premio Nobel per la Fisica 2002. «Presto diventato milanese, visto che qui ha frequentato il liceo e l’università, aveva allora diverse sensibilità culturali, anche lontane dalla scienza, come lui stesso ama raccontare con discrezione. E forse nella scelta finale ha pesato un certo benevolo influsso della madre, insegnante e autrice di testi di matematica. All’Università di Milano si laurea in fisica nel 1954 e inizialmente volge il suo sguardo alle ricerche sulle particelle elementari, per le quali in Italia, a partire da Enrico Fermi, c’è sempre stata grande tradizione. Poi il suo eclettismo lo spinge ad ascoltare i suggerimenti del grande Bruno Rossi – ”il mio nonno scientifico”, dice - allora astrofisico al Mit di Boston, che gli presenta l’affascinante sfida dei raggi cosmici. A condividere da Milano questa nuova direzione di marcia c’è il suo maestro Beppo Occhialini, scienziato altrettanto geniale, con statura da Nobel. E così, dopo un paio di borse di studio che lo portano all’Università dell’Indiana e a Princeton, invece di rientrare in Italia accetta un posto di ricercatore nella piccola società American Science and Engineering, dove inizia a costruire la sua fama di grande scienziato arrivando a scoprire, grazie al lancio di un razzo, la prima sorgente di raggi X proveniente dallo spazio profondo. E’ una finestra straordinaria che si apre sull’universo e rivela un nuovo cielo, quello formato dagli oggetti che invece delle radiazioni luminose lanciano appunto raggi X. Ma per cogliere questo nuovo universo bisogna andare nello spazio e così dirige la costruzione di due satelliti, Uhuru (che in lingua swahili significa libertà) e Einstein, che completano l’opera. Da allora l’astrofisico italiano diventa una stella del firmamento scientifico, ma anche un cittadino statunitense. Ora vive a Baltimora e insegna alla Johns Hopkins University. Negli anni Novanta viene chiamato alla guida delle osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble e poco dopo gli europei lo vogliono a capo del nuovo telescopio più grande del mondo, che stava nascendo in Cile. Poi l’America se lo riprende, affidandosi a lui per l’avventura dei futuri osservatori radio» (G. Cap., ”Corriere della Sera” 9/10/2002).