Gian Antonio Stella, "Corriere della Sera", 9/10/2002; Paolo Rumiz, "La Stampa"9/10/2002., 9 ottobre 2002
Nel libro "L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi", Gian Antonio Stella ricostruisce la storia dei 27 milioni d’italiani emigrati all’estero fra il 1876 e il 1976
Nel libro "L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi", Gian Antonio Stella ricostruisce la storia dei 27 milioni d’italiani emigrati all’estero fra il 1876 e il 1976. D’inverno, ogni notte, passavamo le Alpi a centinaia, i morti sul San Bernardo erano così tanti che li seppellivamo in piedi. In Germania e in Svizzera vivevamo in venti per stanza, in Australia mettevamo al mondo fino a quindici figli, in tutta Europa raccattavamo soldi a favore di inesistenti ostaggi saraceni, a New York facevamo mendicare per strada, con scimmia e organetto, ottantamila bambini (la Mala, perché non scappassero, li marchiava all’orecchio). Uno di noi fece saltare in aria Wall Street ottant’anni prima di Osama Bin Laden, 33 morti e 200 feriti. Ovunque avevamo fama di violenti, malavitosi, ruffiani, tanto che in Lousiana non potevamo mandare i figli alle scuole dei bianchi, nelle sentenze in Alabama ci definivano «non palesemente negri», alla stazione di Basilea ci vietavano d’entrare nella sala d’aspetto perché i nostri nonni «defecavano sui pavimenti». Migliaia di genitori, a cavallo del Novecento, vendettero i figlioletti ai vetrai francesi e americani oppure alle fornaci di Croazia, Baviera, Ungheria. Ogni ragazzino costava cento lire (al tempo una macchina da cucire ne valeva duecento). Con quella cifra, si potevano comprare: quattro panetti di burro (2,79 lire l’uno), tre etti carne (1,06 al chilo), otto di fagioli secchi al mese (3,40 al chilo), un chilo di pasta (0,62 al chilo), due etti di pane al giorno (0,44 al chilo), un etto di zucchero a settimana (1,55 al chilo), un bottiglione di vino al mese (0,46 al litro).