"Libero", 11/10/2002, pagina 21., 11 ottobre 2002
Alcuni ricecatori del Carnegie Institute di Washington sono riusciti a immagazzinare l’idrogeno in blocchi di ghiaccio
Alcuni ricecatori del Carnegie Institute di Washington sono riusciti a immagazzinare l’idrogeno in blocchi di ghiaccio. Le molecole di idrogeno, mescolate a quelle d’acqua, sono state sottoposte a una pressione di duemila atmosfere a una temperatura costante di 27 gradi centigradi. Dapprima i due elementi si sono divisi e l’idrogeno ha formato una bolla circondata dal ghiaccio; poi abbassando la temperatura a -24 gradi, l’acqua e l’idrogeno si sono fusi formando un clatrato, cioè una "gabbia" di ghiaccio. Grazie alla nuova tecnica, sarà più facile utilizzare l’idrogeno come carburante per le auto. Finora veniva utilizzato in forma liquida, ma aveva bisogno di temperature d’esercizio bassissime (-253 gradi), che solo un refrigerante assai costoso come l’elio liquido poteva assicurare. Per mantenere l’idrogeno in ghiaccio è sufficiente invece il nitrogeno liquido, molto più economico e non dannoso per l’ambiente.