varie, 14 ottobre 2002
BALDISSERRI
BALDISSERRI Luca Bologna 11 dicembre 1962. Ingegnere della Ferrari • «Responsabile dell’attività in pista, nella piramide del comando c’è un battitore libero, lo stratega Luca Baldisserri, già responsabile della macchina di Irvine, quando l’irlandese passò alla Jaguar voleva portarselo dietro a tutti i costi. Gli offrirono ponti d´oro, Maranello si oppose, lui decise di restare e diventò capo della macchina di Schumacher. Da allora la sua carriera non si è più fermata, fu lui un anno a Magny Cours ad inventarsi i quattro pit stop per far vincere Schumacher, la sua abilità strategica è indiscussa e di certo non inferiore a quella di Ross Brawn. Schietto, non ha paura a parlare degli errori della squadra ed è quello che nell’ovattata Ferrari ha più libertà di parola e pensiero. Che compensa con colpi di genio capaci di fare la differenza» (Stefano Zaino, ”la Repubblica” 23/10/2007) • «Per 8 anni impeccabile ingegnere delle macchine di Gerhard Berger, Eddie Irvine e poi Michael Schumacher. Bolognese di 40 anni, qualche mese dopo la laurea spedì una domanda di lavoro a Maranello e partì per il servizio militare, in Marina. Era un ufficiale imbarcato su una nave scuola quando suo padre gli telefonò per avvertirlo che era arrivata una lettera dalla Ferrari che lo invitava a un colloquio. L’appuntamento fu rinviato al novembre dell’89, al termine della leva. ”Dopo non poche esitazioni mi presentai al colloquio - racconta - . Andai bene: venni assunto quasi subito. Dopo incarichi di vario genere, mi misero nel reparto di John Barnard e trascorsi più di un anno in Gran Bretagna all’antenna tecnologica di Shalford. Fu un’esperienza utile”.Tornato in Italia, andò nella squadra corse come tecnico generico e, nel ”95, divenne l’ingegnere di Berger. Quando l’anno dopo arrivarono al Cavallino Schumi e Irvine, passò sulla vettura di Eddie con il quale allacciò un rapporto quasi fraterno. Con il nordirlandese le soddisfazioni non furono subito molte (’però alcuni podi ce li guadagnammo”) ma nel ”99 ci fu un vero boom. ”Eddie vinse la prima gara in Australia e si piazzava spesso piuttosto bene. Quella vittoria rimase nel mio cuore come la preferita, un po’ perché era la prima dopo tanti magoni e soprattutto per le emozioni che provai. In seguito ho vinto tanto con Michael, ma quel successo a Melbourne mi diede una gioia immensa, forse la più grande. E quell’anno con Eddie ce ne togliemmo parecchie di soddisfazioni, anche per l’incidente capitato a Schumi vincemmo altri 3 GP e arrivammo al grande sogno di conquistare il Mondiale. Purtroppo rimase un sogno”. I sogni, tantissimi, è riuscito a realizzarli accanto a Schumi in tre anni: la bellezza di 28 vittorie, 26 pole, 3 Mondiali piloti più i 4 costruttori. Anche con Michael il rapporto è sempre stato splendido» (r.d.v., ”La Gazzetta dello Sport” 11/10/2002).