varie, 14 ottobre 2002
SIGNORINI
SIGNORINI Alfonso Milano 7 aprile 1964. Giornalista. Direttore di Chi e Tv Sorrisi & Canzoni. Si è laureato in Lettere Classiche all’Università Cattolica di Milano. Ha insegnato per cinque anni all’Istituto dei gesuiti Leone XIII. Poi la carriera di giornalista: collaboratore de ”la Repubblica” per la cronaca musicale, inviato speciale di ”Chi”, collaboratore di ”Panorama” per società e costume. Come autore televisivo ha lavorato per Giorno dopo giorno e Novecento e Chiambretti c’è. «C’è chi impazzisce per le sue stilettate, chi detesta la sua cattiveria. Non ha mezze misure […] Lanciato da Chiambretti […] ”Mi è sempre piaciuto farmi gli affari degli altri. Da ragazzino ascoltavo le telefonate dei fidanzati a mia sorella. E quando insegnavo - italiano latino e greco - la prima cosa che facevo era dare il tema ”La mia famiglia” per sapere i fatti loro. Detesto la diplomazia e non sono servile nei confronti dei potenti. Detesto il buonismo che ha fatto più vittime del cattivismo. Sono uno che non si prende sul serio e mi piacerebbe che anche gli altri lo facessero […] C’è chi si è offeso. Come Cristina Parodi. Avevo mostrato una vecchia copertina di ”Capital’ dove faceva la sexy. E avevo commentato: ”Vedete la Parodi, con quest’aria da maiala presenta il concerto in Vaticano”. Se l’è presa da morire, ma devo riconoscere che allora muovevo i primi passi in tv e non capivo che sul piccolo schermo non bisogna esagerare con le parole. Sono stato eccessivo, ma lei mi ha perdonato. Io non mi pento delle battute che ho rivolto a Emanuela Folliero: una che fa un calendario come il suo deve poi saper prendere le critiche con ironia e glamour. Ed è vero che litigo spesso con Alba Parietti, ma lei è una donna di grande intelligenza, una delle poche che si rimette sempre in gioco”» (Ma. Vo., ”Corriere della Sera” 13/10/2002). «[...] Non mi considero un giornalista di Serie B o C, perché mi occupo di argomenti e di personaggi ”leggeri”. Vorrei essere tanto ricco da prendermi un casale in Toscana e scrivere libri, romanzi; studiare musica, di cui sono un grande appassionato, o la setta ascetica ebraica degli essene, con gli scavi di Hirbet Qumran, che mi affascina da sempre e ho studiato all’università. Non lo posso fare perchè non ho i soldi [...] Ho sempre considerato il gossip una forma liberatoria dalle mie ansie quotidiane: pensando alle vicende degli altri, non penso alle mie. [...] Spesso mi chiedo: ”Devo usare questa parola o quest’altra”. E rifletto sugli effetti [...]» (’Capital” settembre 2002).