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 2002  ottobre 14 Lunedì calendario

Styron William

• Newport News (Stati Uniti) 11 giugno 1925. Martha’s Vineyard (Stati Uniti) 1 novembre 2006. Scrittore • «Uno degli scrittori più controversi e rispettati degli Stati Uniti, autore di Le confessioni di Nat Turner e La scelta di Sophie. ”La ”bomba” mi ha salvato la vita – racconta – . Ero un giovane tenente di Marina e mi stavo preparando all’invasione del Giappone. Sapevo di rischiare grosso perché le perdite tra gli ufficiali del mio grado erano enormi ed ero convinto che nessuno di noi sarebbe tornato. A risparmiarci, in extremis, fu il ”fungo”. Ed è per questo che non ho mai potuto avere lo stesso punto di vista degli altri sulla sua presunta atrocità. un olocausto che nessuno avrebbe mai osato augurare all’umanità, eppure era l’unica arma di Truman per porre fine alla guerra perché, senza, i giapponesi non si sarebbero mai arresi […] Paradossa lmente la bomba H ha finito, grazie alla sua natura catastrofica, per avere un impatto storico positivo, garantendo la pace ai posteri. Se non fosse stata usata allora lo sarebbe stata più tardi e con effetti ben più devastanti, soprattutto durante la Guerra Fredda. stata insomma un male necessario […] Se esiste un legame tra letteratura e depressione? ”Strettissimo, anche se è un po’ come il dilemma della gallina e dell’uovo: non sai se è la depressione a fare lo scrittore o se è la scrittura a causare la depressione. Forse non si può scindere e, comunque, sono convinto che esista un fattore depressivo sproporzionato nella vita di tanti scrittori che gravitano verso gli aspetti creativi della malinconia, per esorcizzarla. Nel mio caso, la scrittura è stata sempre un tentativo di purgarmi dei demoni che la mia natura depressiva creava […] Sono sempre stato attratto dal tema della dominazione, che spinge degli esseri umani a schiavizzare altri esseri umani, come avviene ad esempio ne Le confessioni di Nat Turner. Anche il mio primo libro Un letto di tenebre affronta lo stesso tema: la crudeltà prevaricante di una madre verso la figlia. Nella Scelta di Sophie mi interessava soprattutto sfatare il mito occidentale secondo cui solo gli ebrei hanno sofferto per mano dei nazisti. Che hanno perseguitato con altrettanto accanimento slavi, polacchi, russi”» (Alessandra Farkas, ”Corriere della Sera” 12/10/2002).