Marco Galluzzo, ìCorriere della Seraî 5/10/2002;, 5 ottobre 2002
Sgambetti. Achille Occhetto: «Stanno pugnalando un cadavere, ma forse - a guardarlo bene - non è quello dell’Ulivo, quello vero non è mai nato
Sgambetti. Achille Occhetto: «Stanno pugnalando un cadavere, ma forse - a guardarlo bene - non è quello dell’Ulivo, quello vero non è mai nato. Oggi in verità si discute della morte di un mero cartello elettorale: non si è voluto affrontare un nuovo corso dopo la sconfitta, si è detto no sia a un gruppo di saggi esterno ai partiti che al gruppo parlamentare unico. La sola parola Ulivo è diventata un pretesto per contrapposti appetiti personali, la rappresentazione burocratica di giochi di potere. Siamo all’epilogo della scelta delle due gambe, Ds e Margherita: una è sempre più corta dell’altra e lo sgambetto è inevitabile».