Giovanni De Luna, ìLa Stampaî 5/10/2002, 5 ottobre 2002
Il centralismo democratico. «Il vecchio Pci funzionava così: ci si accapigliava nelle sezioni e nei Comitati centrali discutendo dell’Urss o del compromesso storico; poi, però, una volta presa una decisione, tutti zitti e allineati in nome della disciplina di partito
Il centralismo democratico. «Il vecchio Pci funzionava così: ci si accapigliava nelle sezioni e nei Comitati centrali discutendo dell’Urss o del compromesso storico; poi, però, una volta presa una decisione, tutti zitti e allineati in nome della disciplina di partito. Nessun dissenso pubblico era ammissibile o concepibile. I guasti di quell’unanimità coatta si sono fatti sentire a lungo nell’identità politica della sinistra: la scarsa propensione al confronto, la diffidenza per i conflitti vissuti sempre come ferite e lacerazioni, e, alla fine, l’impossibilità di selezionare un vero gruppo dirigente senza ricorrere alla scelta obbligata della cooptazione dei militanti più fedeli e più disciplinati. Ogni volta che la sinistra si divide, come un vecchio tic sembra affiorare la nostalgia per quella stagione in cui l’unità era una sorta di ossessione, un obiettivo strategico da perseguire all’interno del partito, con gli alleati e, se possibile, anche con gli avversari» (Giovanni De Luna).