Carlo Fusi, ìIl Messaggeroî 4/10/2002, 4 ottobre 2002
Due scenari. «Il primo - considerato che Bertinotti, uno dei vincitori della partita, e Cofferati fanno storia a sé assieme a Verdi e Pdci - prevede un equilibrio basato su tre piloni: Ds, Margherita e Sdi
Due scenari. «Il primo - considerato che Bertinotti, uno dei vincitori della partita, e Cofferati fanno storia a sé assieme a Verdi e Pdci - prevede un equilibrio basato su tre piloni: Ds, Margherita e Sdi. la strada che vorrebbe scegliere chi ha preferito mantenere l’unità dei propri partiti anche a costo di mandare in frantumi non solo le ragioni dell’alleanza ma l’alleanza stessa. Il corpaccione dei Ds privilegia questa strada e il gruppo dirigente pure anche se, quest’ultimo, non a tutti costi: non a caso Massimo D’Alema, ormai sideralmente lontano dall’incarico di portavoce unico del centro-sinistra, ha ammonito il correntone: avete vinto, attenti a non stravincere. Il secondo scenario, di cui sono fautori personaggi come Giuseppe Caldarola, prevede la nascita di un cuore riformista trasversalmente organizzato, che all’interno di una alleanza elettorale si confronti con altri spezzoni da un lato più marcati a sinistra: appunto il correntone, girotondi, Prc e quant’altro; e dall’altro più verso il centro: Udeur e simili. Prospettiva intrigante ma che abbisogna di scomposizioni e ricomposizioni, e dunque forse meno concreta della prima. Il fatto è che da qualunque punto di vista si guardi la questione, il nocciolo del problema resta il gradiente riformista del centro-sinistra» (Carlo Fusi).