14 ottobre 2002
Ambazak Marya, di anni 34, ucraina, faceva la cameriera in un ristorante di Reggio Emilia. Da tempo tentava di chiudere la sua storia d’amore con Ascenso Stefano, di anni 36, figlio del gestore di una autoscuola, da nove anni residente a Sant’Ilario d’Enza, riservato, educato, portiere nel Nova Hotel di Villa Sesso di giorno, a sera cameriere in una pizzeria della Bassa
Ambazak Marya, di anni 34, ucraina, faceva la cameriera in un ristorante di Reggio Emilia. Da tempo tentava di chiudere la sua storia d’amore con Ascenso Stefano, di anni 36, figlio del gestore di una autoscuola, da nove anni residente a Sant’Ilario d’Enza, riservato, educato, portiere nel Nova Hotel di Villa Sesso di giorno, a sera cameriere in una pizzeria della Bassa. Costui non voleva saperne di esser lasciato e continuava a chiederle appuntamenti chiarificatori. L’ultimo, mercoledì pomeriggio alle 15 e 15. Andò a prenderla con la sua Punto grigia e s’infilò nel parcheggio dello stadio da baseball, aperto per via di lavori in corso. Rimasero in macchina a discutere, finché lui non prese una pistola semiautomatica e le sparò in faccia per tre volte. Quindi afferrò una Smith & Wesson, se la ficcò in bocca e fece partire il colpo. A scoprire i cadaveri, due muratori che lavoravano sulle gradinate dello stadio.