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 2002  ottobre 15 Martedì calendario

Banks Gordon

• Sheffield (Gran Bretagna) 30 dicembre 1937. Ex calciatore. Portiere dell’Inghilterra campione del mondo nel 1966. Settimo nella classifica del pallone d’Oro 1972, ottavo nel 1970. «La tradizione vuole che sia sua la parata più straordinaria di tutti i tempi, noblesse oblige su Pelé. Capitò al mondiale 1970, i campioni uscenti inglesi affrontavano i futuri successori a Guadalajara, e un certo punto il leggendario ”rey” del calcio mondiale salì altissimo, come soleva, a raccogliere un cross di Jarzinho per schiacciarlo dall’alto in basso col suo tipico colpo di testa che equivaleva a un’esecuzione, a un metro dalla linea del gol: dal palo opposto, Banks scattò in un volo prodigioso arrivando all’altro estremo della porta fino a colpire la palla col pugno mentre stava rimbalzando da terra verso il fondo della rete e ad alzarla sopra la traversa [...] Cresciuto nella rinomata ”accademia dei portieri” del Chesterfield, nelle cui file aveva esordito a diciotto anni, per diventare titolare a venti, riconosceva come maestri Bert Williams del Wolverhampton , portiere dell’Inghilterra dal 1949 al 1956, e il leggendario Bert Trautmann, tedesco ex prigioniero di guerra, grande numero uno del Manchester City dal 1949 al 1963. Nel 1959 passò al Leicester City. Esordì tardi in nazionale, in quanto chiuso da Springett. Quando a quest’ultimo fu imputato il tracollo parigino del febbraio 1963 in Coppa Europa (Francia-Inghilterra 5-2) arrivò finalmente il suo turno: esordì il 6 aprile 1963 a Wembley contro la Scozia, peraltro con un’altra sconfitta (1-1), nella finale del campionato interbritannico. [...] Venne chiamato ”Banks of England”, a significare l’aurea sicurezza che rappresentava per la sua nazionale [...] Nell’ottobre 1972, di ritorno in auto a casa da una seduta col massaggiatore, a seguito di un sorpasso azzardato si scontrò frontalmente con un’altra auto, restando ferito irreparabilmente all’occhio destro, che perse la vista [...] Dopo qualche tempo, incredibilmente, cedette al richiamo del campo: riprese negli Stati Uniti, giocando due stagioni (1978 e 1979) pur cieco da un occhio, con il Fort Lauderdale. Un’impresa che alimentò vieppiù la sua leggenda di strordinario fuoriclasse» (Carlo F. Chiesa, ”Calcio 2000” n. 2/1999).