15 ottobre 2002
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Mestre Audrey
• . Nata a Saint-Denis (Francia) l’11 agosto 1974, morta a Santo Domingo il 12 ottobre 2002. Campionessa d’apnea, morta mentre tentava di strappare al marito il record mondiale di ”immersione in apnea no limits”. «’Per me il mare è tutto, è la mia vita” diceva. E proprio quel mare che amava più di se stessa si è portato via la sua vita. Se ne è andata da sola. Perché a più di centocinquanta metri di profondità sotto la superficie del mare si è soli, anche se assistiti da altri, c’è solo buio, silenzio, è come tornare nel ventre materno: resta solo il pensiero, il battito cardiaco rallentato, poi il nulla. Così è morta nelle acque di Santo Domingo, stava tentando di battere il record mondiale di immersione in apnea ”no limits", cioè senza limitazioni di zavorra e di mezzi tecnici per riuscire nell’impresa. E’ morta a 171 metri sotto la superficie per battere il record di suo marito, il cubano Francisco ”Pipin” Ferreras che era sceso in precedenza a -162 metri e che stava assistendo all’impresa della sua bella Audrey. La Mestre ha raggiunto la profondità prevista, ma il suo primato non verrà mai omologato. Cosa sia successo esattamente nell’abisso di Santo Domingo non si sa ancora. Di certo l’intera immersione, compiuta con una zavorra di 90 chili, doveva durare al massimo tre minuti fra discesa e risalita (che si effettua con l’uso di palloncini). Ma l’atleta è stata riportata in superficie dopo nove minuti e 44 secondi da alcuni dei 13 sub che erano in appoggio al tentativo di record. Era priva di conoscenza e sono risultati inutili i tentativi di rianimarla sulla barca appoggio, sulla quale c’era anche Ferreras, e, in seguito, a terra. L’incidente è avvenuto al largo della spiaggia ”La Romana”, 130 chilometri a est di Santo Domingo. Nel corso dell’immersione probabilmente la Mestre ha urtato qualcosa mentre scendeva, visto che, quando è stata portata sulla barca appoggio, sanguinava. E’ difficile prestare soccorso a certe profondità e anche i sub dell’assistenza non possono risalire in superficie velocemente. Nonostante usino miscele di elio e ossigeno, con un basso contenuto di azoto per evitare narcosi e limitare i rischi di malattia da decompressione, i tempi di risalita sono lunghissimi e prevedono numerose tappe di decompressione. [...] Il nonno e la madre praticavano la pesca subacquea in apnea e lei ha familiarizzato con l’acqua fin dai primi anni. La sua vita è stata scandita dall’amore per il mare. Già a tredici anni iniziò a immergersi con l’autorespiratore ad aria nelle acque del Mediterraneo e ottenne il brevetto d’immersione della Federazione francese a 16 anni. Poi, nel 1990 con la famiglia si trasferì in Messico. La sua passione diventò anche il suo studio con la laurea in biologia marina all’Università della Baja California. E proprio durante la preparazione della tesi di laurea conobbe il grande profondista Pipin che poi sarebbe diventato suo marito. Gli è stato sempre a fianco, durante i suoi record, scendendo in fondo al mare con l’autorespiratore per riprendere le sue imprese e lavorando nel suo team. Nel 1997 a Grand Cayman ha stabilito il record francese di immersione in apnea assetto variabile assoluto scendendo a - 80 metri. Un anno dopo, in coppia con Pipin è scesa a 115 metri di profondità stabilendo il nuovo record mondiale specialità ”Tandem”. Era primatista mondiale nell’assetto variabile assoluto con -125 metri. E nel maggio 2001 aveva migliorato il suo primato mondiale in apnea specialità ”Assoluto no limits” portandolo a -130 metri» (Massimo Marchesi, ”Il Messaggero” 14/10/2002).