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 2002  ottobre 15 Martedì calendario

Molina JosFrancisco

• MOLINA José Francisco. Nato a Valencia (Spagna) l’8 agosto 1970. Calciatore. Portiere. ha giocato 8 stagioni in Primera Divisiòn, con 282 partite e 356 reti subite. Le sue squadre: Alcira (1990-91), Valencia B (1991-93), Villareal (1993- 94), Albacete (1994-95), Atletico Madrid (1995-2000), Deportivo La Coruña (dal 2000). Ha difeso 9 volte la porta della Spagna subendo 3 reti. Esordì in amichevole contro la Norvegia, ma non nel suo ruolo (fu schierato in attacco dopo che tutte le sostituzioni erano state esaurite). E contro la Norvegia ha disputato anche l’ultima partita: nell’Europeo 2000 commise un errore e la Spagna perse 1-0. Ha vinto Liga e coppa di Spagna nel 1995-96 con l’Atletico; coppa di Spagna e Supercoppa nel 2001-02 con il Deportivo. «C’è sempre qualcosa nella vita a cui si rinuncerebbe volentieri. A lui è capitato due volte. La prima a 11 anni, sulla spiaggia di Pobla Farnals. Era andato a giocare a pallone col suo gruppo e nessuno dei suoi amici voleva andare in porta. Ci andò lui. C’è restato fino a 32 anni, quando gli è capitata la seconda cosa a cui avrebbe rinunciato, molto peggiore di doversi ”sacrificare” tra i pali: la ricomparsa di un tumore (maligno) ai testicoli [...] Il bambino che giocava a pallone sulla sabbia di Pobla Farnals è diventato un portiere professionista, ha vinto scudetti e coppe, è stato titolare nella sua nazionale, ha avuto elogi e critiche, ha messo la sua forza di volontà e la sua passione in un ruolo che non gli piaceva. [...] A differenza di tanti colleghi, non conservava maglie e guantoni, cimeli e bandiere. ”A casa diventavano cianfrusaglie che non sapevo dove mettere”. [...] Ha raccontato Jesus Gil y Gil, che fu suo presidente dall’Atletico Madrid: ”Quando lo stavo per ingaggiare all’Atletico, aveva appena subito 13 gol in due partite. Molti mi dissero di non prenderlo. Io insistei. Qualche mese dopo molti club lo volevano e Molina poteva approfittare di una clausola rescissoria favorevole per andarsene. Invece mi telefonò e mi disse: ’Tu hai rischiato per me e io non ti deluderò’”» (Roberto Perrone, ”Corriere della Sera” 15/10/2002).