varie, 15 ottobre 2002
WACQUANT
WACQUANT Loïc Nîmes (Francia) 1960 • «Sofisticato ora assai famoso intellettuale francese, alla fine degli anni Ottanta, e è diventato un pugile semiprofessionista per applicare la propria metodologia di ricerca al suo argomento di studio: l’emarginazione degli abitanti afroamericani del ghetto di South Side a Chicago. quello che ci racconta nel suggestivo Anima e corpo. La fabbrica dei pugili nel ghetto nero americano […] Uno degli allievi prediletti del grande Pierre Bourdieu, docente all’Università di Berkeley nonché ricercatore presso il Centro europeo di sociologia del Collège de France. […] ”Un’esperienza imprevista ha fatto sì che, giovane sociologo in fase di apprendistato, divenissi boxeur nel giro di tre anni, con mia stessa sorpresa, all’interno del ghetto nero di Chicago. Cominciavo allora una ricerca sulla trasformazione dei rapporti tra Stato, classi e divisione razziale in America in collaborazione con il celebre sociologo afroamericano William Julius Wilson. Cercavo un punto di osservazione per comprendere in loco la vita quotidiana dentro il ghetto. Sono finito, per caso e per fortuna, in questa palestra di pugilato situata in un angolo devastato del ghetto di South Side. Mi sono iscritto e sono stato iniziato ai rudimenti della ”nobile arte”, perché rappresentava il modo migliore per fare conoscenza con i giovani del quartiere. Non avevo certo previsto il fatto che sarei stato risucchiato nelle fortissime relazioni di cameratismo che si sviluppano tra i boxeurs, al punto di finire ”sedotto” da questo mestiere e di considerare seriamente la prospettiva dell’abbandono della carriera accademica per entrare tra i professionisti!» (Massimiliano Panarari, ”Il Messaggero” 13/10/2002).