Alberto Capatti, Massimo Montanari, "La cucina italiana. Storia di una cultura", Editori Laterza, 15 ottobre 2002
Pasta. Già i romani impastavano farina e la stendevano in una larga sfoglia chiamata lagana (poi ”lasagna”), tagliata in larghe falde e cotta al forno insieme al suo condimento
Pasta. Già i romani impastavano farina e la stendevano in una larga sfoglia chiamata lagana (poi ”lasagna”), tagliata in larghe falde e cotta al forno insieme al suo condimento. Nel Medioevo variano forma (larga, stretta, corta, lunga, forata, ripiena), e modo di cottura: la pasta si fa bollire nell’acqua, nel brodo o nel latte. L’invenzione della pasta secca a lunga conservazione si deve agli arabi, che ricorrono all’essiccazione per garantirsi scorte alimentari durante gli spostamenti nel deserto. Nel XII secolo il geografo Edrisi segnala la fabbrica di pasta secca di Trabia, a trenta chilometri da Palermo, da dove partivano molte navi per esportarla in Calabria e in altri paesi musulmani e cristiani.