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 2002  ottobre 16 Mercoledì calendario

Savage Robert

• Wrehham (Gran Bretagna) 18 ottobre 1974. Calciatore. Ha giocato con Leicester, Birmingham,. Blackburn Rovers, Derby County. Nazionale gallese • «Giura e spergiura di essere soltanto un buon selvaggio. Ma per il resto dei giocatori della Premier League inglese, e la gran parte di quelli che hanno fatto la sua conoscenza affrontando il Galles, è molto più che un selvaggio. […] Il giocatore più odiato d’Inghilterra. […] Nel settembre 1998, un paio di giorni prima dello scontro con la nazionale di Zoff a Liverpool, lanciò la sfida alla maniera sua, da buon selvaggio. In chiusura del servizio della ”Sky TV” mentre scorrevano i titoli di coda, si allontanò verso il sole con una maglia azzurra in mano, replica di quella di Paolo Maldini. E la buttò via, con plateale disprezzo. Prima ancora che all’Italia, la cosa non piacque affatto al c.t. del Galles, Bobby Gould, che decise subito di rimandarlo a casa. Ma gli altri ”draghi”, guidati da Mark Hughes, fecero pressione su Gould, e il 5 settembre, giorno del match, apparve in panchina ( aveva solo perso il posto titolare), e giocò l’ultimo quarto d’ora del 2- 0 per l’Italia. […] Lo odiano all’Arsenal per aver attentato alla vita di Kanu in coppa d’Inghilterra, nel gennaio 2000. Selvaggio simulatore, con sceneggiate da premio oscar per le espulsioni di Edinburgh (Tottenham) e Matteo Sereni quand’era portiere dell’Ipswich. Almeno lo sfortunato ex numero uno della Samp fu riconosciuto innocente dalla disciplinare inglese, dopo la prova tv. Selvaggio e basta, senza un filo di buone maniere. Tanto da essere protagonista della più costosa seduta di gabinetto nella storia dello sport, e probabilmente dell’umanità. Il 20 aprile 2002, quand’era ancora al Leicester, poco prima dell’ingresso in campo è entrato come un bufalo nello stanzino della terna arbitrale, correndo dritto in bagno per un bisogno impellente. L’arbitro Graham Poll non ha affatto gradito. Alla disciplinare ha spiegato: ”Ero in cura per un’infezione, prendevo due tipi di antibiotici che mi hanno causato diarrea. Ci sono solo due gabinetti nello spogliatoio del Leicester, in quel momento entrambi occupati. Nell’emergenza, ho dovuto usare il bagno dell’arbitro”. Ma l’alibi non ha funzionato, e ha dovuto pagare 16.000 euro di multa, dopo le due settimane di paga prelevategli per punizione dal Leicester. La federazione, come il suo club, ha punito il fatto che non abbia chiesto permesso, poi si sia rifiutato di chiudere la porta, e sia scappato via senza azionare lo sciacquone. Il tutto per 112.000 euro. ”Con l’etichetta che mi affibbiano i giornali, è impossibile essere trattati con giustizia – sostiene – . Multato a sproposito perché stavo male. Il resto sono storie da tabloid”. E la maglia di Maldini? ”Sono stato un po’ fesso, quella volta, ma mi sono lasciato istigare dal regista tv. Comunque il c.t. Gould ebbe una reazione isterica. Meno male che Hughes e gli altri sono stati solidali, fino a farmi reintegrare […] Se fossi solo un selvaggio in campo, non avrei giocato tanto in Premier League e non sarei titolare del Galles”. La colpa, azzarda, è anche della chioma bionda che lo rende fin troppo visibile. E che secondo i tifosi rivali lo rende simile alla caricatura di un levriero afgano”» (Giancarlo Galavotti, ”La Gazzetta dello Sport” 15/10/2002).