16 ottobre 2002
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Schultze Norbert
• . Nato a Braunschweig (Germania) il 26 gennaio 1911, morto il 14 ottore 2002. Compositore. «L’ultimo protagonista di una leggenda cominciata in un piccolo albergo di Cuxhaven, sul Mare del Nord. Ha scritto parecchia musica nel suo quasi secolo di vita, opere, musical, colonne sonore, canzonette. Ma il suo nome sarà sempre e soltanto legato alle note di Lili Marleen, strimpellate in una notte di dicembre del 1938, al pianoforte di un cabaret semideserto, nel quartiere berlinese di Charlottenburg. Sarebbe diventata la più celebre canzone della Seconda Guerra Mondiale, melodia trasversale di pace e nostalgia per milioni di soldati di ogni fronte. Lo aveva da quattro anni, quel chiodo nella testa. Da quando Hans Leip, reduce e scrittore di belle speranze, gli aveva mostrato una poesia da lui scritta nel 1915, prima di partire al fronte. L’aveva intitolata Lili Marleen, fondendo il nome di due ragazze, Lili e Marleen appunto, probabilmente conosciute nel bordello per la truppa, a pochi passi dalla Turkenkaserne di Berlino, dov’era di guardia. Cominciava così: ”Vor der Kaserne, vor dem grossen Tor, stand eine Laterne”, davanti alla caserma, davanti alla grande porta, stava una lanterna. I versi, pubblicati nel 1937, lo commossero, e inviò parole e abbozzi di musica agli amici artisti. Fin quando, quella sera a Berlino, la melodia ancora incerta volò sulle labbra e la voce ispirata della cantante Lale Andersen. Doveva però passare qualche anno prima del successo mondiale. Nella primavera del 1941, la Wehrmacht occupò la Jugoslavia e Radio Belgrado divenne l’emittente per sollevare il morale della truppa. Una sera d’agosto, per la prima volta, un sottufficiale mise su Lili Marleen. Per qualche settimana sembrò non ci fosse altra musica. Ma quando si decise di non trasmetterla più, l’onda della protesta si levò dai ranghi. Da quel momento, Lili Marleen non conobbe più fronti e confini. In Nord Africa, venne cantata dall’Afrika- Korps di Rommel e dall’Ottava armata di Montgomery. Milioni di soldati d’ogni nazionalità credettero di trovare in quelle strofe la patria l o n t a n a e l’amore perduto, il senso di solitudine e la paura de l l a morte, la dolcezza del ricordo, il patriottismo. Tradotta in 48 lingue, fu utilizzata in cento parodie e metafore. I giornali di propaganda russi invitavano i soldati tedeschi a ”tornare dalle loro Lili Marleen”, Radio Londra li incoraggiava a ”impiccare Hitler alla lanterna di Lili Marleen”. Nella versione americana, Lale Andersen cedette il posto a Marlene Dietrich, che la cantò per gli Alleati. Ma anche Perry Como, Bing Crosby, Anne Shelton e perfino molti gruppi punk la inserirono nel proprio repertorio. Nessuno, dai registi ai creatori di moda, ha resistito al suo fascino» (Paolo Valentino, ”Corriere della Sera” 16/10/2002).