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 2002  ottobre 16 Mercoledì calendario

SCIBILIA Pietro

SCIBILIA Pietro. Nato a Gioia Tauro (Reggio Calabria) il primo maggio 1929. Emigrato in Argentina a 20 anni e trasferitosi in Abruzzo nel 1969, ha diverse attività nel settore dei gelati e dell’olio. E’ stato 10 anni presidente della squadra di ciclismo Gis Gelati, con Moser autore di due record dell’ora e vincitrice con lui di un Giro d’Italia e una Milano- Sanremo. Dopo essere stato proprietario del Giulianova (dove abita e ha le aziende), dal 1987 dirige il Pescara calcio. «Dopo un solo anno di presidenza del Pescara, aveva già capito tutto. Diceva: ”Oggi comandano i calciatori, bisogna cambiare”, ”è immorale dare 600 milioni a un giocatore” e infatti rinunciò alla conferma del pupillo Sliskovic; e ancora: ”I 10 miliardi spesi dalla Roma per Rizzitelli sono un insulto a chi lavora”, ”i giocatori vanno considerati liberi professionisti”, ”nel Pescara investo soldi, perché non posso guadagnarci?” sostenendo che il fine di lucro è anacronistico; infine: ”Il contributo Rai è fondamentale, e la tv non toglie spettatori”, e ”occorrono soldi per stadi migliori”. Quattordici anni dopo, tanti problemi sollevati da Scibilia non sono ancora stati risolti e in diversi casi è stato buon profeta. Lui, in ogni caso, è sempre lì, al timone della sua società che nel frattempo ha abbandonato in fretta la serie A ed è scivolata fino alla C1. Contestato e offeso da gente che in cambio ha ricevuto soltanto indifferenza: dopotutto, nessuna tifoseria potrà mai turbare un uomo che nella vita, dall’omicidio del cognato al rapimento del padre fino a qualche problema di salute, ne ha viste di peggiori. Potente industriale (gelati, olio) calabrese trapiantato a Giulianova, console croato per Abruzzo e Molise, ex consigliere della Lega di Milano, viso che ricorda Tiberio Murgia invecchiato, ha ricordi che non cancellerà mai: ”Junior, Sliskovic, poi quello andato alla Fiorentina... ah, sì, Dunga! Ma anche Pagano, Berlinghieri, Allegri: giocatori che hanno lasciato il segno. E anche Carnevale, anche se litigava e ci ha fatto buttare alle ortiche uno scudetto... L’unico rammarico che ho, è non aver potuto dare tanto ai tifosi, ma spero di riscattarmi in futuro”. Il presidente del Pescara però preferisce guardare avanti. Conosce alla perfezione i meccanismi del calcio e ha una ricetta per guarire alcuni suoi mali: ”Non bisogna far comandare i procuratori, servono regole precise e bisogna far rispettare i contratti”» (Nicola Binda, ”La Gazzetta dello Sport” 15/10/2002).