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 2002  ottobre 17 Giovedì calendario

VILLAR LLONA Angel Maria Bilbao (Spagna) 25 gennaio 1950. Avvocato, basco, è stato in passato un buon calciatore: ha giocato nell’ Athletic Bilbao dal 1969 all’81 e ha collezionato 22 presenze nella nazionale spagnola (tre gol)

VILLAR LLONA Angel Maria Bilbao (Spagna) 25 gennaio 1950. Avvocato, basco, è stato in passato un buon calciatore: ha giocato nell’ Athletic Bilbao dal 1969 all’81 e ha collezionato 22 presenze nella nazionale spagnola (tre gol). Nel 1977 ha perso la finale di Coppa Uefa contro la Juve. diventato presidente della Federcalcio spagnola il 29 luglio 1988 ed è stato rieletto tre volte. Resterà in carica almeno fi no al 2004. Vicepresidente dell’Uefa è autorevole membro dell’Esecutivo della Fifa. «Mi piace pensare che il momento del nostro calcio sia il frutto di un lavoro costante e tenace, avviato tempo fa, in momenti non così floridi. Credo che i club, quando venivano eliminati dalle coppe nei turni iniziali, abbiano cercato di capire il senso di quelle sconfitte e si siano mossi di conseguenza. nei momenti bui che si costruiscono le premesse per rinascere. Hanno lavorato bene tutti: dirigenti, allenatori, giocatori, nel segno di una grande unità d’intenti. Nessuno si è tirato indietro; i risultati stanno arrivando […] C’è un organo specifico, nell’ambito della nostra federazione, che pensa ai giovani. Se ne occupa direttamente ogni federazione regionale: abbiamo dato vita alla Liga Nacional Futbol Aficionado. A livello giovanile stiamo vincendo moltissimo e sono molto orgoglioso che l’Uefa ci abbia assegnato per tre volte consecutive il premio Maurice Bourlat, destinato alla miglior federazione europea per i risultati raggiunti dalle nazionali giovanili[…] Io sono un ammiratore del calcio italiano e dei suoi tecnici. Non è vero che in Italia si giochi un brutto calcio, non l’ho mai pensato prima, non lo penso nemmeno ora. In Italia c’è una cultura per la vittoria e per il sacrificio che merita soltanto rispetto e ammirazione e c’è anche una capacità di privilegiare l’interesse di squadra a quello individuale, che noi non sempre abbiamo avuto. Ricordo che a calcio si gioca per vincere e la scuola italiana rimane punto di riferimento. Noi viviamo un momento bellissimo […] Abbiamo allenatori capaci e preparati, che puntano molto sull’organizzazione di gioco, ma la mia stima verso quelli italiani è sempre altissima. un momento in cui ci troviamo ad avere grande visibilità e non va sciupato, perché si fa in fretta a perdere quota […] Ogni Paese ha le sue proprie tradizioni e i propri costumi e io non voglio dare consigli a nessuno. Non è detto che quello che funziona in Spagna, vada bene anche in Italia. Io posso raccontare soltanto la mia esperienza: sono avvocato, e questo mi è molto servito; quando ho smesso di giocare, sono stato eletto alla guida della federazione basca. Poi nell’88, grazie anche all’appoggio di Barcellona e Real, sono stato scelto per gui dare la Federcalcio spagnola e lì sono stato rieletto altre tre volte» (Fabio Monti, ”Corriere della Sera” 17/3/2002).