"Il Mattino", 15/10/2002., 15 ottobre 2002
Nel 1969 l’esercito inglese si dispiega nell’Ulster. Tre anni dopo 14 cattolici rimangono uccisi negli scontri con l’esercito britannico ("Bloody Sunday")
Nel 1969 l’esercito inglese si dispiega nell’Ulster. Tre anni dopo 14 cattolici rimangono uccisi negli scontri con l’esercito britannico ("Bloody Sunday"). Nel ’73 gli attentati dell’Ira a Londra e Birmingham causano 42 morti. Nel ’79 l’omicidio di Lord Mountbatten. Nell’81 Bobby Sands, membro dell’Ira in carcere, guida uno sciopero della fame in cui muoiono dieci prigionieri. Agosto ’94: l’Ira dichiara un cessate il fuoco che durerà fino a febbraio del ’96. Il 10 aprile del ’98 l’accordo di pace di Stormont subordina l’autonomia dell’Ulster alla consegna delle armi dell’Ira entro maggio 2000. Il 15 agosto dell’anno dopo un’autobomba dell’esercito rivoluzionario irlandese causa 28 morti e 200 feriti a Omagh; il 17 novembre cominciano i negoziati per il disarmo e il 2 dicembre dello stesso anno David Trimble presiede la prima seduta del governo dell’Ulster. Il 7 maggio del 2000 l’Ira annuncia il disarmo entro un anno e il 26 giugno ispettori internazionali visitano e sigillano i depositi di armi. Ma il primo luglio del 2001 Trimble si dimette per protesta contro il mancato disarmo dell’Ira e il 10 agosto Londra sospende per 24 ore l’Assemblea per evitare lo scioglimento. Quattro giorni dopo l’Ira ritira la proposta di distruggere le armi per protesta contro l’inaccettabile atteggiamento degli unionisti e del governo britannico. Dopo l’arresto di 4 membri del Sinn Fein con l’accusa di spionaggio, il 14 ottobre 2002 il governo britannico scioglie l’Assemblea di Belfast e riprende il controllo diretto delle istituzioni.