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 2002  ottobre 18 Venerdì calendario

Ruffo Alfredo

• Napoli 7 aprile 1915, 3 ottobre 2002. «Accademico dei Lincei, direttore dell’Istituto internazionale di biofisica e genetica di Napoli, professore a Camerino, Perugia, Pavia, Napoli, Apparteneva alla covata di scienziati napoletani allevati alla scuola di Gaetano Quagliariello, il senatore pioniere della chimica biologica in Italia. A Pavia, dove creò una scuola di biochimica, strinse fraterna amicizia col grande fisiologo Rodolfo Margaria. Era un gentiluomo napoletano d’antico stampo: aristocratico nell’intimo prima ancora che per nascita (discendeva dai marchesi Ruffo di Calabria, come la regina del Belgio), aveva una naturale eleganza e dolcezza nei rapporti col prossimo. Nell’agone accademico, quando c’era da lottare non si tirava indietro, ma lo faceva alla sua inimitabile maniera: con grande decisione, ma con grande stile. Dopo la laurea in Medicina e chimica, aveva lavorato in Inghilterra al fianco di Adolf Krebs. A questo proposito, si può dire che nella scoperta del famoso ciclo di Krebs (l’insieme delle reazioni biochimiche che permettono al corpo umano di produrre energia), c’è un pezzettino di scienza napoletana: negli anni in cui lo scienziato tedesco lavorava alla scoperta che gli avrebbe dato il premio Nobel, l’allora giovane ricercatore napoletano individuò un acido inibitore del ciclo di Krebs. Attivo fino agli ultimi mesi di vita, a 86 anni aveva pubblicato un articolo sul prestigioso ”Journal of Biological Chemistry”. Se questo era lo scienziato di fama internazionale, per i suoi amici Didì Ruffo era l’essenza del buon vivere. I suoi ”ozi” li trascorreva a Positano, che aveva cominciato ad amare fin da quando era studente liceale. A quei tempi risale anche la sua amicizia con Curzio Malaparte. La madre di Ruffo, la marchesa Amalia, dapprima un po’ titubante nei confronti dello scrittore toscano di cui si conoscevano le intemperanze, ne rimase poi conquistata al punto che avrebbe voluto affettuosamente ”sistemarlo” in matrimonio con una antica maestra di Alfredo. Di sposarla, a Malaparte non venne nemmeno in mente, però non mancava mai di accludere nelle sue lettere a donna Amalia un gentile segno di omaggio per la signorina maestra. L’amicizia fra Malaparte e Ruffo era molto stretta: quando Togliatti arrivò a Napoli, i tre andarono insieme a far visita a un personaggio illustre che, se la memoria non mi tradisce, doveva essere Benedetto Croce» (Gaetano Afeltra, ”Corriere della Sera” 18/10/2002).