"Il VenerdÏ" 27/9/2002, 27 settembre 2002
«Lei scrive "l’architettura è un rito magico, è invocazione e presunzione". Un’ammissione di onnipotenza? "Non ricordo quando ho scritto quella frase, probabilmente intendevo parlare di una presunzione che aiuta a fronteggiare l’ignoto e per farlo hai bisogno della magia, intendo dire uno stato indefinibile
«Lei scrive "l’architettura è un rito magico, è invocazione e presunzione". Un’ammissione di onnipotenza? "Non ricordo quando ho scritto quella frase, probabilmente intendevo parlare di una presunzione che aiuta a fronteggiare l’ignoto e per farlo hai bisogno della magia, intendo dire uno stato indefinibile. Poi ci sono momenti dell’esistenza in cui sei tu l’universo medesimo, non ti fai domande né dai spiegazioni, sei e tanto basta. E’ uno stato rarissimo ma non è raro andarlo a cercare"» (Ettore Sottsass, architetto, a Brunella Schisa).