Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  ottobre 24 Giovedì calendario

Secondo i dati dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e dell’Aicat (Associazione italiana club degli alcolisti in trattamento), l’abuso di alcool è responsabile di circa il 9 per cento delle malattie in Europa, provoca cirrosi epatica, alcuni tipi di tumore, infarto e malformazioni congenite

Secondo i dati dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e dell’Aicat (Associazione italiana club degli alcolisti in trattamento), l’abuso di alcool è responsabile di circa il 9 per cento delle malattie in Europa, provoca cirrosi epatica, alcuni tipi di tumore, infarto e malformazioni congenite. Per ogni morto di eroina ce ne sono 60 a causa dell’alcool, 30 mila in un anno (il doppio se si contano le morti indirette). In 47 incidenti stradali su 100, in oltre la metà degli omicidi, nel 25 per cento dei suicidi, nel 20 per cento degli infortuni sul lavoro l’alcool compare come concausa. I costi sociali sono stimati tra il 2 e il 5 per cento del prodotto interno lordo. In Italia 5 milioni possono essere considerati bevitori problematici, oltre 1 milione sono alcolisti; 3.000 bambini all’anno nascono con sindrome feto-alcolica. Quasi la metà degli alcolisti (49,3 per cento) ha avuto la prima sbronza tra i 21 e i 30 anni, il 17 per cento tra i 15 e i 20, il 19,3 per cento tra i 31 e i 40. Lo stato d’animo durante il primo abuso alcolico è stato di euforia per il 28,9 per cento, di felicità per il 14,1 per cento, di depressione per il 12,6 e di solitudine per l’11,1 per cento.