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 2002  ottobre 21 Lunedì calendario

Bellamy Craig

• Cardiff (Gran Bretagna) 13 gennaio 1979. Calciatore. Gallese. Del Manchester City. Prima con Newcastle, Celtic, Liverpool. Con la nazionale segnò a Cardiff il decisivo gol del 2-1 contro l’Italia il 16 ottobre 2002, in un incontro valido per le qualificazioni ai campionati europei • «Parte giovanissimo per Norwich. A 17 anni arrivano il primo figlio e fortunatanente, dice lui, anche il primo contratto da professionista con i Canaries. Nel 1997 esordisce con il Norwich e nelle due stagioni successive, dal 1997 al 1999, è titolare fisso nel club di First Division. Segna 30 gol, si mette in luce, ma nell’autunno del 1999 si rompe i legamenti del ginocchio. Un anno di stop […] Nell’agosto del 2000 il Norwich lo cede al Coventry che cerca un sostituto per Robbie Keane, il gioiello irlandese partito per Milano […] Il primo gol arriva a metà dicembre. A fine stagione saranno 6 in 34 partite. Il Coventry retrocede, dopo 34 anni […] Viene ceduto al Newcastle […] Alto 175 centimetri, 69 chili di peso, rientra nella tipologia Owen. Piccolo, agile, velocissimo. Quando il 15 settembre 2001 calcia la palla lontano verso la porta del Manchester United e invita Laurent Blanc a un ”chi ci arriva prima”, per il francese si apre un periodo bruttissimo» (Filippo Ricci, ”Guerin Sportivo” n.4/2002) • «[...] Le imprese di bad boy Bellamy, in campo dalla stagione 97/98 con la maglia del Norwich, poi in Premiership col Newcastle e col Blackburn (più una parentesi di pochi mesi al Celtic), riempiono già una schedina comodissima per impaginare il giornale. Cominciano una sera di Champions del novembre 2002, per merito di una spalla eccezionalmente significativa: Marco Materazzi. Dopo 5’ di Inter-Newcastle, Bellamy correndo verso l’area nerazzurra scalcia Matrix che cerca di fargli perdere l’equilibrio. Il difensore nerazzurro, va da sé, cade a terra come morto e i giornali inglesi sconteranno al giovane attaccante almeno la provocazione, ma l’arbitro no. Rosso diretto. Lacrime di rabbia nello spogliatoio. Quattro a uno per l’Inter. Da non dimenticare il fatto che proprio il mese prima, in un eliminatoria europea del Galles contro l’Italia, Bellamy aveva compiuto l’impresa della vita segnando il gol del 2-1 finale dopo essersi bevuto in corsa Cannavaro, Zauri e Buffon. All’inizio del 2003 viene fermato dalla polizia fuori da una discoteca di Cardiff, la sua città. accusato di aver malmenato una ragazza di 19 anni incrociata in un corridoio del locale. Il caso giudiziario, che durerà fino a metà 2006, è in verità piuttosto penoso. I giornali riportano cronache dal lungo processo. Secondo la versione di Bellamy ad attaccare sarebbe stata la ragazza. ”’zzo vuoi?” gli avrebbe gridato in risposta a uno sguardo. E lui: ”’zzo vuoi tu! Guardo quelle due fighe là dietro!”. Secondo la versione della ragazza, Bellamy invece l’avrebbe travolta nello stretto corridoio urlando: ”Spostati, cicciona di merda”. Bah. L’attaccante comunque è stato assolto. Non prima di aver guadagnato nel frattempo altri punti bad boy per aver assalito ubriaco il portiere asiatico di un bar di Cardiff. Al Coventry City aveva resistito una stagione (2000/2001). Al Newcastle ci era arrivato l’anno dopo per intercessione di Bobby Robson, uno dei pochi allenatori coi quali non ha mai litigato. In attacco stava accanto a Alan Shearer, uno dei miti del club bianconero. tutt’ora un giocatore piccolo e veloce, un misto tra Owen e Montella. Unico vero difetto in campo, quello di non tenere mai la bocca chiusa. Arbitri, compagni di squadra e avversari, chiunque gli capiti sotto tiro. Il primo anno al Norwich, i compagni stufi di sentirlo ripetere quanto era stato fico quanto era stato bravo lo chiusero a chiave nel cesso degli spogliatoi. Altri sono stati meno simpatici con lui. Alan Shearer ha promesso che se lo incontra per strada gli spacca la testa: dopo una sconfitta 4-1 contro il Manchester United in FaCup si era visto arrivare un sms di scherno del tipo: sei vecchio, sei lento, sei finito. Firmato Bellamy. Che aveva appena lasciato rabbiosamente il Newcastle dopo essersi finto infortunato e aver dato del bugiardo in diretta tv all’allenatore Gordon Strachan, il quale nientemeno voleva farlo giocare all’ala. Figlio di un impiegato di un acciaieria (allenatore di calcio nel tempo libero) e di una casalinga, il ragazzo è cresciuto a pane, calcio e poco altro. Non ha mai finito la scuola. A 17 anni ha avuto il primo figlio dalla sua fidanzatina che ha sposato tempo dopo su una Rolls Royce rosa. Viaggia sempre in Bentley. Resta famosa e inquietante la storia dello sconosciuto a bordo di una Ford Fiesta che l’ha perseguitato per diversi anni tamponandolo fino alla rottamazione di una Ferrari Spider e lasciandogli una volta pure la Bentley in pessime condizioni. Una vita in contropiede sul filo del fuorigioco meriterebbe comunque un po’ di comprensione» (Alberto Piccinini, ”il manifesto” 21/2/2007) • Alla vigilia della sfida d’andata valida per gli ottavi di finale della Champions League 2006/2007 contro il Barcellona, in ritiro nell’Algarve, litigò col compagno di squadra Riise, norvegese, e lo colpì alle gambe con una mazza da golf (furono poi prorio loro a segnare i gol coi quali i Reds vinsero 2-1 in casa dei campioni d’Europa in carica).