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 2002  ottobre 21 Lunedì calendario

Milosevic Marija

• Belgrado (Serbia) 1965. Figlia di Slobodan • «L’avevamo lasciata a Belgrado, notte tra il 31 marzo e il primo di aprile 2001, collina di Dedinje, villone di famiglia, ubriaca marcia che prima supplica il padre, “papà non ti arrendere”, e poi scarica la sua Smith & Wesson 38 special - reato per il quale si è beccata una condanna a otto mesi con la condizionale - contro l’auto che se lo sta portando via. Ma quello è passato, il presente è un’altra cosa, pieno di amore, rabbia e impegno politico. C’è anche molto alcol, ma quello c’è sempre stato. L’amore per il vetraio Lazar Kovacevic, detto Lazo, il giovanottone montenegrino, assai più giovane di lei, che le ha fatto perdere la testa […] La rabbia per l’irriconoscente, odiata Belgrado, dove ci sono nemici e troppi brutti ricordi. L’impegno politico, nuovo di zecca, dettato più che dalla sete di potere dal desiderio di vendetta contro i socialisti e il loro leader, il “traditore” Predrag Bulatovic. L’uomo che ha venduto suo padre all’Occidente […] L’uomo che se potesse non esiterebbe a strozzare con le sue mani e che comunque non perde occasione di dileggiare pubblicamente: “Sono sicura che non hai il coraggio di guardarmi diritto negli occhi senza provare vergogna”. […] Ex moglie di un diplomatico di seconda fila, ex proprietaria della rete tv Kosava […] Fa in fretta a innamorarsi ma ancora più in fretta a disamorarsi. Quando è a Cetinje, dove la gente segue le sue performances in un mix di curiosità e apprensione, vive a casa di Lazo, ma per mai più di un paio di giorni. La maggior parte del tempo lo trascorre in un hotel di Budva dove ha preso in affitto una suite per tutto l’anno, dove manco a dirle le fanno un prezzo speciale. A Belgrado ci torna di rado e sempre malvolentieri. Con la madre il rapporto non è mai stato idilliaco e ora che Slobo non c’è, è più tormentato del solito. Del fratello Marko si dice abbia anche lei perso le tracce» (Renato Caprile, “la Repubblica” 19/10/2002).