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 2002  ottobre 12 Sabato calendario

New York. Si può salire nell’Olimpo della politica americana, anche manovrando un ascensore. Lo dimostra la storia di Harold W

New York. Si può salire nell’Olimpo della politica americana, anche manovrando un ascensore. Lo dimostra la storia di Harold W. Hancock, un nero di 72 anni che ogni sera accompagnava il presidente degli Stati Uniti dall’Ufficio Ovale alle stanze private della residenza. Usiamo il tempo passato perché Harold è morto il 4 ottobre scorso, stroncato da un cancro osseo. Il suo funerale, però, ha fatto concorrenza a quelli degli eroi di guerra e dei grandi statisti, perché erano presenti un capo della Casa Bianca di persona, George Bush, e un altro con il pensiero, Bill Clinton. Hancock era nato a Charleston, in West Virginia, e aveva frequentato il West Virginia State College. Dal 1955 al 1972 aveva prestato servizio nell’Air Force, l’aeronautica militare degli Stati Uniti, poi era diventato uno dei responsabili della sicurezza alla Smithsonian Institution, il più grande museo e istituto culturale di Washington. Nel 1997 era approdato nel cuore del potere americano, con la qualifica di portiere, e in poche settimane era diventato un personaggio. Ha detto Bill Clinton: «Harold riusciva a trasformare la Casa Bianca in una vera casa». Sua moglie Hillary lo era andato a trovare pochi giorni prima che morisse, e ha ricordato così i momenti difficili in cui lo incontrava davanti alle scale: «Era sempre capace di tirarmi su, perché era allegro, positivo e simpatico. Era un vero gentleman». Il presidente con cui si era preso di più, secondo il capo usciere della Casa Bianca Gary Walters, era stato comunque Bush: «Di che cosa parlassero, non lo so. Ma ogni volta che la porta dell’ascensore si apriva stavano chiacchierando, e ridevano sempre tutt’e due. Forse discutevano di baseball, o dei cani del presidente, ma comunque davano l’idea di divertirsi un sacco». Il capo della Casa Bianca passa per essere un fanatico dell’attività fisica, «ma con Harold - ha raccontato ancora Walters - non c’era modo di fare le scale. Lo invitava sempre ad entrare nell’ascensore e lui non poteva rifiutare, perché gli faceva piacere». anche per questo che giovedì mattina Bush si è preso una pausa di due ore dalle proprie responsabilità presidenziali, e con la moglie Laura è andato alla Lee Funeral Home di Clinton, nel Maryland, per dare l’addio ad Hancock. Anche il ”New York Times” gli ha tributato un saluto, per quel «suo» ascensore con cui aveva saputo salire così in alto.