Silvia Ronchey, ìLa Stampaî 19/10/2002, 19 ottobre 2002
Il Club dei Suicidi. «A Londra Stevenson fu socio onorario del Club dei Suicidi, non lontano da Charing Cross
Il Club dei Suicidi. «A Londra Stevenson fu socio onorario del Club dei Suicidi, non lontano da Charing Cross. I suoi soci dovevano trattenersi dall’eccedere in quello che definivano il loro ultimo vizio. Avendo sperimentato tutti gli altri, erano pronti a giurare sul loro onore che non ne esiste uno non sopravvalutato in modo madornale. I profani, ad esempio, si lasciano trascinare dall’amore. I soci del Club dei Suicidi negavano che l’amore sia una passione forte. La paura è la passione forte: bisogna lasciarsi andare alla paura, se si vogliono assaporare le più intense gioie del vivere» (Silvia Ronchey).