Antonio De Benedetti, "Corriere della Sera", 21/10/2002 pagina 52., 21 ottobre 2002
«Un volta l’allora famoso (e oggi praticamente dimenticato) critico e scrittore Sandro De Feo, seduto a un tavolo di Cesaretto in via della Croce, sente una ragazza scandalosamente bella o colta (bellezza e cultura messe insieme sono una provocazione e dunque uno scandalo) pronunciare con voce stentorea la parola "metonimia"
«Un volta l’allora famoso (e oggi praticamente dimenticato) critico e scrittore Sandro De Feo, seduto a un tavolo di Cesaretto in via della Croce, sente una ragazza scandalosamente bella o colta (bellezza e cultura messe insieme sono una provocazione e dunque uno scandalo) pronunciare con voce stentorea la parola "metonimia". Rosso di stizza, De Feo balza in piedi, sferra un gran pugno sulla tovaglia e, mentre piatti e bicchieri tremano, tuona: "Questo è davvero troppo! Ho già sopportato "alienazione", "incomunicabilità" ma "metonimia" mentre mangio no, è troppo. Me ne vado!» (Raffaele La Capria).