Riccardo Staglian, "La Repubblica", 22/10/2002, pagina 27, 22 ottobre 2002
Scoperta in Israele la più antica testimonianza archeologica dell’esistenza di Gesù. E’ un’iscrizione in aramaico su un’urna funebre in pietra calcarea lunga circa 50 centimetri, che recita: «Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù»
Scoperta in Israele la più antica testimonianza archeologica dell’esistenza di Gesù. E’ un’iscrizione in aramaico su un’urna funebre in pietra calcarea lunga circa 50 centimetri, che recita: «Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù». Secondo lo studioso André Lemaire, la datazione dell’urna, che risale al 63 d.C., tre decenni dopo la crocefissione, e l’uso di ossari simili presso gli ebrei tra il 20 a.C. e il 70 d.C. lasciano pensare che il riferimento sia autentico. A Gerusalemme solo una ventina di Giacomo avrebbero potuto avere per padre un Giuseppe e per fratello un Gesù.