Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  ottobre 18 Venerdì calendario

Qualcuno dice che è meglio di Buscetta. Nino Giuffrè non è un nuovo Buscetta. Tommaso Buscetta spiegò a Falcone cosa era Cosa Nostra, come viveva, come comunicava, quali erano le regole

Qualcuno dice che è meglio di Buscetta. Nino Giuffrè non è un nuovo Buscetta. Tommaso Buscetta spiegò a Falcone cosa era Cosa Nostra, come viveva, come comunicava, quali erano le regole. «Prima di Buscetta - ha scritto Falcone - non avevamo che un’idea superficiale del fenomeno mafioso. Con lui abbiamo cominciato a guardarvi dentro... Ci ha dato una visione globale, ampia, a largo raggio, del fenomeno. Ci ha dato una chiave di lettura essenziale, un linguaggio, un codice. è stato per noi come un professore di lingue che ti permette di andare dai turchi senza parlare con i gesti». Giuffrè non apre nuovi orizzonti: in Cosa Nostra non è cambiato molto. Non sono cambiati gli uomini di comando, siano o non siano in carcere. Non sono cambiati i metodi. All’esterno, scambio politico. All’interno, come sempre, tradimenti, doppiezze, assassini, avidità.