Matteo Collura, "Corriere della sera", 23/10/2002, pagina 35., 23 ottobre 2002
«Qui a Roma, il solito; i soliti filobus pieni; i soliti negozi; i soliti preti, frati e monache. Preti motorizzati, preti col basco, preti occhialuti, preti a tre a tre, monache tedesche grasse come susine, fratocchi tropicali color cioccolato, brasiliani, etiopi: preti gialli, del Tonchino, del Giappone
«Qui a Roma, il solito; i soliti filobus pieni; i soliti negozi; i soliti preti, frati e monache. Preti motorizzati, preti col basco, preti occhialuti, preti a tre a tre, monache tedesche grasse come susine, fratocchi tropicali color cioccolato, brasiliani, etiopi: preti gialli, del Tonchino, del Giappone. I camerlenghi del Papa divulgano i soLi miracoli che nessuno ha visto, preparano les pièces d’appui per il processo di canonizzazione. Lo advocatus diaboli dovrà pur ammutolire davanti a simili prodigi. Il sole che gira su se stesso, come una trottola, e precipita in mare! Un bambino cieco guarito: non si sa dov’è né chi è, ’sto bambino! [...] Alla blanda discesa della lira si accompagna una intensa inflazione miracolistica. E’ proibito nominare Voltaire, o D’Alembert, o il Boccaccio: ma i versi meravigliosi dei poeti cattolici aperti a sinistra corrono sulle bocche dei loro ammiratori, cioè sulle bocche di due scemi di critici. Lo "sblocco" e "l’apertura a sinistra" sono il collutorio del momento: tutti si gargarizzano di apertura e di sblocco, e sputano il gargarizzato nella bocca del vicino. Il collutorio, così, fa il suo bravo giro d’Italia. Tutti sbloccano, pur seguitando a rubare. a c’est Rome, la capitale de la Chretiennetè». (Carlo Emilio Gadda, lettera ai nipoti, Roma 10 dicembre 1955)