Emanuela Zuccal, "Io donna", 19/10/2002, pagina 265, 19 ottobre 2002
Il primo esperimento italiano per la rivalutazione della canapa, 250 ettari vicino al delta del Po. Fibra ecologica a basso impatto ambientale, che non ha bisogno di pesticidi né di fertilizzanti, arricchisce il terreno di azoto e permette di ricavare diversi prodotti: vestiti, bottoni, truciolati leggeri, creme idratanti, carta, olio
Il primo esperimento italiano per la rivalutazione della canapa, 250 ettari vicino al delta del Po. Fibra ecologica a basso impatto ambientale, che non ha bisogno di pesticidi né di fertilizzanti, arricchisce il terreno di azoto e permette di ricavare diversi prodotti: vestiti, bottoni, truciolati leggeri, creme idratanti, carta, olio. Fino alla Seconda guerra mondiale l’Italia esportava canapa in tutto il mondo, poi le fibre sintetiche hanno ridotto la domanda e il divieto di coltivare sia la cannabis indica (quella stupefacente) che la cannabis sativa (quella a uso tessile) ha portato a termine la decadenza. Per non aver problemi con la legge basta abbattere la percentuale di Thc (tetraidrocannabinolo, la sostanza che fa della marijuana una droga). A primavera i primi abiti di canapa italiana al cento per cento.