Paolo Mastrolilli, "La Stampa" 26/10/2002, 26 ottobre 2002
«"Cari Linda e Paul, mentre leggevo la vostra lettera, mi chiedevo quale lamentoso fan dei Beatles di mezza età l’avesse scritta
«"Cari Linda e Paul, mentre leggevo la vostra lettera, mi chiedevo quale lamentoso fan dei Beatles di mezza età l’avesse scritta. Ho resistito a guardare l’ultima pagina per scoprirlo, ma continuavo a pensarci: Queenie? La madre di Stuart? La moglie di Clive Epstein? Alan Williams? Ma no, che diavolo, è Linda!". L’intestazione sulla carta dice Bag Productions Inc., la firma è di John Lennon, e questa lettera è uno dei primi scambi al vetriolo tra i due leader dei Beatles, dopo lo scioglimento del gruppo. Fa parte delle prove incluse nella causa vinta da Yoko Ono a settembre contro l’ex assistente Frederic Seaman che aveva rubato e venduto documenti di famiglia. Ora il processo è finito e questi testi, alcuni già noti e altri meno, sono disponibili nell’archivio del tribunale di Manhattan, dove "La Stampa" li ha letti. Linda aveva scritto a John, lamentandosi per le interviste acide che rilasciava in giro, e lui aveva risposto a parolacce: "Davvero voi pensate che la stampa sia sotto di me e di voi? Lo credete sul serio? Ma chi pensate che siamo, noi e voi?". Lo sfogo si fa subito personale: "Fottuto inferno, Linda, tu non stai scrivendo per Beatle Book!!! Io non mi vergogno dei Beatles, ma di parte della merda che abbiamo preso per farli tanto grandi. Pensavo che tutti sentissimo in questa maniera, con gradazioni variabili, ma non è così. Voi davvero ritenete che la maggior parte dell’arte di oggi sia nata a causa dei Beatles? Non posso credere che siate così pazzi - Paul - Ne sei convinto pure tu? Quando smetterete di crederlo, potreste svegliarvi! Non avevamo sempre detto che eravamo parte del movimento, non tutto il movimento? Ovviamente abbiamo cambiato il mondo, ma provate ad andare oltre. Scendete dal vostro disco d’oro e volate!". Linda si lamenta per come John gestiva la notizia dell’uscita dai Beatles, e lui reagisce: "Paul e Klein passarono un giorno a convincermi che era meglio non dire nulla, chiedendomi di non dire nulla, perchè avrebbe danneggiato i Beatles, e "lasciamo che si spenga lentamente". Ricordi? Perciò ficcatelo nella tua piccola e gretta mente perversa, signora McCartney, i pezzi di cacca mi chiesero di non parlarne. Ovviamente la questione soldi è importante - per tutti noi - specialmente dopo tutta la merda meschina venuta dalla tua folle famiglia, che Dio aiuti te e Paul". Oltre a litigare con i McCartney, Lennon meditava il ritorno sulle scene, e il 29 settembre 1971 scrisse una lettera a Eric Clapton, invitandolo ad entrare nel nuovo gruppo "Plastic Ono Band". "Sentiamo sempre più voglia di tornare sulla strada, ma non come facevamo con i Beatles, notte dopo notte di tortura. Intendiamo divertirci, prenderla con calma, e magari vedere alcuni dei posti dove andiamo. Abbiamo molte idee rivoluzionarie per presentare uno show che coinvolga completamente il pubblico, non solo le "superstars" sul palco". Lennon scrive che il nuovo gruppo non sarà legato dai contratti, ognuno potrà portare in tournee amanti, mogli e fidanzate, e produrrà la musica che "potrebbe riportare i coglioni nel rock ’n’ roll". Quindi approfondisce il progetto: "Non ti chiediamo di ratificare tutto ciò in cui crediamo politicamente, ma di certo siamo interessati a rivoluzionare il mondo attraverso la musica. Ameremmo suonare in Russia, Cina, Ungheria, Polonia, eccetera...! Ad Est ci sono milioni di persone che hanno bisogno di essere esposte al nostro tipo di musica e libertà. Possiamo cambiare il mondo, e divertirci nello stesso tempo". Un’altra ipotesi di tournee era questa: "Che ne dici di una specie di Easy Rider in mare? Potremmo convincere la EMI o qualche compagnia cinematografica a finanziare una grande nave con 30 persone a bordo, portarci dietro la strumentazione per registrare, e suonare dove ci pare, andando da Los Angeles a Tahiti". La crociera doveva durare da tre a sei mesi, e produrre anche un film. "Pensaci, e per favore non essere terrorizzato. Io capisco la paranoia, meglio di tutti, ma ti farebbe solo bene". Tra i documenti ci sono anche immagini di vita famigliare, come la nota in cui Lennon chiede a Seaman di ordinare bene i libri per bambini davanti alla stanza del figlio Sean, oppure la lista della spesa in cui si raccomanda di comprare cereali all’uvetta e miele per la colazione, e cavoli per cena. Ma tutti i sogni vennero spezzati l’8 dicembre 1980, dalla pistola di Mark Chapman. Secondo il figlio Sean l’assassino non agì da solo, perché "era nell’interesse degli Stati Uniti eliminare mio padre". Qualunque sia la verità, il rapporto tra gli Usa e Lennon era complicato, come testimonia questa lettera del 6 novembre 1981, indirizzata da Yoko Ono a Buckingham Palace: "Cari Principe Carlo e Lady Diana, John era un inglese nel cuore: orgoglioso del suo paese, Sua Maestà, e la sua gente. Desiderava di "tornare a casa", e vivere in Cornovaglia con me, quando saremmo diventati "davvero vecchi"» (Paolo Mastrolilli).