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 2002  ottobre 28 Lunedì calendario

FINOCCHIARO

FINOCCHIARO Donatella Palermo 16 novembre 1970. Attrice. «[...] Occhi neri come la pece e bellezza prorompente, arrivata al cinema per caso, è una che prova piacere a raccontarsi, senza nessuna maschera: ”Ho iniziato a teatro. Cinque, sei anni allo Stabile di Catania e contemporaneamente studiavo per laurearmi in Legge. La mattina andavo in tribunale, la sera ero sul palcoscenico accanto a Lina Sastri nelle Troiane”. Una passione nata da un vuoto esistenziale: ”Perchè a 23 anni, dopo cinque anni di fidanzamento, l’amore è finito e io ho immediatamente avvertito il bisogno di colmare quel buco nero dell’anima. Il teatro ha avuto una funzione terapeutica. Ho abbattutto barriere, ho approfondito la mia psiche”. E l’incontro col cinema? Legato ad una polaroid: ”Me la scattarono durante il casting per Angela, a Catania. Mi accompagnò mia cognata che fa l’attrice. Dopo un mese è arrivata una telefonata: mi dicevano che avevo la faccia giusta per quel personaggio. Così è iniziata l’avventura”. [...] ”Sarei felice di lavorare con Salvatores e Moretti. E, perchè no, magari cantare e ballare in un bel musical firmato Garinei”» (Leonardo Jattarelli, ”Il Messaggero” 25/10/2002). «Ha studiato legge e per qualche anno esercitato come avvocato. Ma il suo grande amore è sempre stato il teatro. Nel ’99 è stata notata ne Le Troiane di Van Huck. A quel punto per Donatella Finocchiaro il salto verso il cinema è stato più facile. Nel 2001 Roberta Torre la sceglie per interpretare Angela nel film che le darà la notorietà. La pellicola arriva a Cannes e al Sundance Festival di Robert Redford. Occhi come olive nere, capelli scuri, forte accento siciliano, [...] Quando ho fatto ”Angela” non dormivo, fumavo tre pacchetti di sigarette al giorno, avevo bisogno di isolarmi prima del ciak. Adesso ho imparato a distendere i nervi, ad essere più serena”» (’La Stampa” 26/5/2004). «Al padre, la mafia ha fatto saltare in aria l’industria di carta. Elei [...] per tutta risposta recita in teatro L’istruttoria, un testo sulla morte di Giuseppe Fava, il giornalista e drammaturgo assassinato proprio da ”Cosa Nostra”, scritto dal figlio Claudio. Non solo,ma è stata [...] anche protagonista del film Sulla mia pelle di Valerio Jalongo, ambientato a Napoli, dove invece della mafia è la camorra a minacciare un imprenditore, proprietario di un caseificio. La sua sembra quasi una crociata. [...] ”Il binomio Sicilia-mafia è una condanna, ma purtroppo esiste e non si può negare l’evidenza. Io l’ho vissuta sulla mia pelle: mio padre ha dovuto smettere di fare l’imprenditore, ma per fortuna appartengo a una generazione di siciliani che vogliono reagire e innalzare, anche con il proprio lavoro, una bandiera contro la mentalità mafiosa, omertosa. Non abbiamo paura delle intimidazioni e questo è il nostro riscatto e di tutti i siciliani onesti”. E pensare che doveva fare l’avvocato: ”Mi sono laureata in Legge, ma poi ho deciso di frequentare la scuola di teatro dello Stabile di Catania, la mia città. Peccato, hanno detto i miei genitori, un avvocato in famiglia fa sempre comodo”. Già passionale interprete di Angela di Roberta Torre, dove faceva la donna di un boss malavitoso imponendosi all’attenzione del pubblico e della critica (ha ricevuto il Premio Fellini e il Globo d’oro) [...] Sono entusiasta quando posso raccontare la mia terra, esprimendone gli aspetti più poetici,ma anche l’antica cultura e tradizione mediterranea, perché è questo retaggio che può aiutare le nuove generazioni ad affrancarsi dalla mafiosità” [...] Siciliana come la Cucinotta e bella come lei. Ribatte: ”Non credo di somigliarle, lei è più formosa di me. Piuttosto, mi hanno paragonato ad Anna Magnani, ma non amo i paragoni, preferisco essere identificata nel mio piccolo per quello che sono”. E nel suo piccolo, Donatella evita di apparire nuda sul grande schermo: ”Girare scene senza veli non mi fa sentire a mio agio. Per questo ho detto no a tanti film”» (Emilia Costantini, ”Corriere della Sera” 9/3/2006).