ìLa Stampaî 5/10/2002, 5 ottobre 2002
«Diciamolo: chi non nasa (indicativo presente di nasare), chi ha permesso che le sue capacità olfattive si atrofizzassero, ha perso uno straordinario strumento di conoscenza e penetrazione nella realtà
«Diciamolo: chi non nasa (indicativo presente di nasare), chi ha permesso che le sue capacità olfattive si atrofizzassero, ha perso uno straordinario strumento di conoscenza e penetrazione nella realtà. E di piacere. Come spiegare a costoro che noi praticanti l’Osfresiolagnia abbiamo scelto a naso la moglie, il mestiere, la città dove abitare e mai siamo rimasti delusi? Come si fa a descrivere il piacere che procurano gli odori pungenti di una antica drogheria? Con il baccalà messo a bagno nel secchio di zinco, i sacchi di juta appoggiati al bancone pieni di zucchero, di cacao, di caffè tostato, di fagioli; le rastrelliere con la soda caustica e il sapone di Marsiglia, i cassetti con i prodotti coloniali, i vasi di vetro con i bastoni di liquirizia. Ogni città ha il suo odore: Torino sa di limatura di ferro e di foglie bagnate schiacciate sulle rotaie del tram» (Bruno Gambarotta).